Il piano del governo: flat tax fino a 85mila euro. Reddito, stop dopo un rifiuto

Il piano fiscale del governo: flat tax fino a 85mila euro. Reddito, stop dopo un rifiuto

di Alessandra Severini

«Entro 10 giorni la manovra di bilancio sarà in Parlamento». Lo assicura il vicepremier e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini anche se il testo dovrà prima essere approvato in Consiglio dei ministri e poi inviato a Bruxelles per avviare un confronto con l’Unione europea. La manovra si prospetta quasi interamente dedicata a contrastare l’impatto dei rincari energetici (22 miliardi) ma il governo vuole anche rispettare le promesse elettorali su pensioni, tasse e fisco e per questo è alla ricerca disperata di risorse.

FLAT TAX. L’esecutivo intende alzare il tetto di reddito (oggi 65mila euro) a cui si applica la flat tax al 15%. Il nuovo tetto per autonomi e Partite Iva dovrebbe essere a 85mila euro o al massimo 90mila. La relazione sull’evasione fiscale allegata alla Nadef però avverte sul rischio di “comportamenti anomali” con la possibile tendenza a “sottodichiarare” per poter avere il beneficio.

PACE FISCALE. Allo studio una nuova rottamazione, con la possibile cancellazione per le cartelle esattoriali fino a 1000 euro. La Lega vorrebbe che fino a 2500 euro, poi, venisse richiesto il versamento del solo 20% con lo stralcio del restante 80%.

PENSIONI. Verranno confermate le misure Opzione donna e Ape sociale ma si cercherà anche di evitare che scatti la legge Fornero con l’uscita solo a 67 anni. La proposta potrebbe prevedere l’uscita con 41 anni di contributi ma con 62 anni di età. Il tema pensioni sarà certamente al centro dell’incontro previsto per domani pomeriggio fra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i leader di Cgil, Cisl e Uil. Quota 41 è stata bocciata dal presidente dell’Inps Tridico: «Quote rigide non aiutano nella direzione della flessibilità di cui il sistema pensionistico avrebbe bisogno. Bisognerebbe pensare ad una combinazione e ad una flessibilità che possa favorire carriere instabili, lavoratori fragili».

REDDITO DI CITTADINANZA. L’idea è progressivamente arrivare a ridurre la platea dei beneficiari. Qualcuno nella maggioranza vorrebbe conservarlo solo per chi non può lavorare e per le famiglie numerose. In ogni caso nella manovra entreranno già le prime modifiche. Innanzitutto un termine massimo per poterne godere. «Per esempio – ha detto il sottosegretario Durigon - dopo i primi 18 mesi di Reddito, si può ipotizzare che si possa andare avanti al massimo per altri due anni e mezzo, ma con un decalage». Altre modifiche potrebbero prevedere la decadenza dell’assegno già al primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua e l’obbligo di seguire dei corsi di formazione. Le risorse liberate dal sussidio andrebbero destinate ad un taglio del cuneo fiscale che comunque per il momento pare impossibile a causa della mancanza di risorse.

TETTO CONTANTE. Verrà innalzato da duemila a cinquemila euro

SUPERBONUS. Dovrebbe essere ridotto dal 110% al 90% dal 2023, riaprendo le porte per le villette, con l’introduzione del criterio del quoziente familiare.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Novembre 2022, 21:02
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