Traffico illegali di rifuti, la ciminalità organizzata impiega anche i minori nelle discariche
di Emilio Orlando

Traffico illegali di rifuti, la ciminalità organizzata impiega anche i minori nelle discariche

Dalla Lombardia, alla Sicilia passando per l'Abruzzo. E' stata una settimana di sequestri record dei carabinieri di aree adibite a discariche abusive utilizzate dalle ecomafie per traffico illecito di rifiuti. Il rischio per le procure antimafia che nel nostro paese si creino altre " Terre dei fuochi " è elevatissimo.  Le direzioni distrettuali antimafia delle regioni interessate alle operazioni di polizia hanno emesso decine di provvedimenti di sequestri, alcuni dei quali finalizzati alla confisca di numerose zone, molte all'interno di parchi naturali, dove diverse organizzazioni criminali gestivano il redditizio business illegale dei rifiuti.

Rifiuti pericolosi nella discarica a cielo aperto

Proprio ad inizio anno, il vertice delle polizie europee Europol a Bruxelles aveva stabilito che tra le dieci priorità da conrastare in ambito criminale ci sono i reati ambientali.  L' ultimo in ordine di tempo è quello riguardante il sequestro di un terreno di diversi ettati adibito a discarica abusiva a Carsoli in Abruzzo, dove i sei sodali del gruppo, alcuni dei quali di nazionalità rumena, provvedevano anche al ritiro dei rifiuti con furgoni ed autocarri in barba a tutte le leggi che regolamentano il settore.

In questo caso i carabinieri forestali della stazione di Pereto, diretti dal maresciallo Irene Nugara, hanno scoperto che nelle operazioni di raccolta veniva impiegato anche un bambino di dieci anni.  I mezzi  utilizzati per il trasporto dei materiali erano privi del sistema elettronico di tracciamento dei rifiuti. Gli investigatori, dopo mesi d'indagini, hanno identificato e denunciato i responsabili per il reato attività di gestione di rifiuti non autorizzata, combustione illecita di rifiuti,  attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. In Sicilia, nelle provincie di Palermo, Messina ed Agrigento, sono stati messi i sigilli a due discariche abusive e ad un centro di compostaggio vicino l' area turistica dei Vulcanelli di Maccalube nella Valle dei Templi, dove gli indici d'inquinamento chimico delle acque erano sopra i valori consentitia causa degli scoli del micidiale percolato veicolato nelle falde idriche. 

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A Messina, invece  la sezione ambiente della polizia metropolitana ha sequestrato un'officina dove nel retro erano stati depositati rifiuti speciali pericolosi come filtri olio, parti di motore in disuso, plastica, rottami ferrosi, copertoni e legname tutti miscelati fra di loro. ll nucleo operativo provinciale di Palermo del corpo forestale della Regione ha messo sotto sequestro una vasta discarica di rifiuti tossici pericolosi nella zona  litoranea tra la linea ferrata Palermo-Messina e la spiaggia in località Marina del Ponte del comune di Altavilla Milicia. L' intera  zona è sottoposta a vincolo paesaggistico.

A Pavia invece, la procura antimafia con i carabinieri forestali ha arrestato i componenti di una banda che raccoglieva rifiuti tossici e li nascondeva in alcuni capannoni a Corteolona nel Pavese. Il giro d''affari scoperto dai carabinieri forestali, che hanno accertato la movimentazione di sette tonnellate di rifiuti pericolosi, era di circa 2 milioni di euro. A capo dell' organizzazioni c'era Riccardo Minerba di origini leccesi, che aveva assoldato come collaboratori da impiegare nel traporto e nell 'incenerimento dei rifiuti tossici alcuni operai romeni.

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Proseguono in tutta Italia controlli ed indagini serrate su uno degli affari considerati più redditizi di quello del traffico di droga. La gestione illecita dei rifiuti. 

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 14 Ottobre 2018, 15:02
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