Coronavirus, 604 morti. Frenano i contagi e respirano gli ospedali: -106 in terapia intensiva e -258 ricoverati MAPPA

di Simone Pierini
Frena il trend di nuovi contagi (2,3% contro il 2,8% di ieri), 3.039 in un giorno (560 in meno rispetto a ieri) con 3.442 tamponi in più. Respirano gli ospedali. Sono 106 i posti in meno occuptati in terapia intensiva (38 nella sola Lombardia), si tratta del quarto giorno consecutivo di calo. Ma non solo, le persone ricoverate con sintomi sono 258 in meno in sole 24 ore.

Non cambia di molto invece il numero di morti. Sono infatti 604 le vittime in più per conseguenze derivate dal coronavirusIeri il dato era di 636. È quanto ha diramato il capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18 di oggi martedì 7 aprile.
 
 
 

IL BOLLETTINO DI OGGI


I casi Covid-19 accertati in Italia dall'inizio dell'emergenza sono ora 135.586 (3.039 in più rispetto a ieri), di cui 17.127 morti e 24.392 guariti1.555 nelle ultime ventiquattro ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 94.067 persone, ieri era di 93.187, un aumento di 880 unità. «È l'incremento più basso registrato dal 10 marzo», ha dichiarato Borrelli. I tamponi effettuati fino ad oggi sono 755.445, 33.713 nell'ultimo giorno (Ieri erano 30.271). 

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Sono 3.792 i malati in terapia intensiva, 106 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.305 sono in Lombardia. 28.718 sono poi ricoverati con sintomi -258 rispetto a ieri, e 61.557 (+1.244) sono quelli in isolamento domiciliare. 

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REZZA (ISS): «DOPO PLATEU SEMBRA ESSERCI DISCESA, MANTENERE CONTENIMENTO»​

«Finalmente sembra che si inizi a intravedere una diminuzione di nuovi casi. Dopo una fase di plateu sembra esserci una discesa con la curva che inizia a scendere verso il basso», Così Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. «Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo, bisogna assolutamente mantenere le misure di contenimento».

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«Speriamo di assistere ad una flessione, ma bisogna sempre tenere a mente che il virus resterà nella popolazione, non è che arriviamo a zero tra una settimana o un mese e allora tana libera tutti». Ha aggiunto Giovanni Rezza in conferenza stampa sottolineando che bisognerà ingaggiare con il virus una «dura lotta». «Dobbiamo mantenere rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale - ha aggiunto - perché ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione».

«Su quanto l'immunità dal coronavirus sia protettiva e duratura c'è ancora da studiare - ha spiegato Rezza - probabilmente per analogia con altre malattie infettive lo è, ma ancora non vi sono certezze».

POSITIVI DOPO DUE TAMPONI NEGATIVI? ​«CASI ECCEZIONALI»

«C'è incertezza ed è bene ammetterlo, le conoscenze sono cresciute moltissimo sul coronavirus, ma ci sono ancora carenze informative. Una è sul periodo durante il quale una persona resta contagiosa. Nella maggior parte dei casi 14 giorni dalla comparsa dei sintomi e con doppio tampone negativo può essere rimessa in società, distanziata socialmente dagli altri. Possono esserci casi eccezionali, una persona che resta positiva per più tempo oltre le due settimane. I casi di ritorno dell'infezione sono eccezionali. Non sappiamo se chi resta a lungo positivo è ancora contagioso e quanto è contagioso». Così Giovanni Rezza dell'Iss in conferenza stampa.

«Finora le caratteristiche dei test sierologici non sono del tutto soddisfacenti, l'affidabilità è ben lungi dal 100%. Per questo si stanno valutando vari test, come quello che cita lei al San Matteo di Pavia». Ha aggiunto Giovanni Rezza risponde a un giornalista in conferenza stampa. «Patentino di immunità? Se anche avessi un test anticorpale positivo non mi avvicinerei ad un'altra persona - ha spiegato -, potrebbe essere un falso positivo, insomma mi dà un'indicazione di massima. I risultati dei test sierologici vanno presi con cautela».


I DATI REGIONE PER REGIONE

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 28.343 i malati in Lombardia (126 in meno in più rispetto a ieri), 13.048 in Emilia-Romagna (-3), 9.965 in Veneto (+243), 10.704 in Piemonte (+159), 3.738 nelle Marche (+32), 5.427 in Toscana (+126), 3.212 in Liguria (+35), 3.365 nel Lazio (+65), 2.765 in Campania (+67), 1.379 in Friuli Venezia Giulia (-17), 1.890 in Trentino (+52), 1.301 in provincia di Bolzano (+41), 2.137 in Puglia (+22), 1.859 in Sicilia (+44), 1.491 in Abruzzo (+66), 846 in Umbria (-26), 593 in Valle d'Aosta (+26), 821 in Sardegna (+2), 733 in Calabria (+11), 185 in Molise (-2), 265 in Basilicata (+3).

Quanto alle vittime, se ne registrano 9.484 in Lombardia (+282), 2.180 in Emilia-Romagna (+72), 695 in Veneto (+33), 1.319 in Piemonte (+68), 630 nelle Marche (+18), 369 in Toscana (+19), 620 in Liguria (+25), 216 in Campania (+12), 238 nel Lazio (+9), 164 in Friuli Venezia Giulia (+6), 209 in Puglia (+14), 174 in provincia di Bolzano (+10), 125 in Sicilia (+2), 172 in Abruzzo (+3), 49 in Umbria (+5), 100 in Valle d'Aosta (+4), 244 in Trentino (+14), 60 in Calabria (+2), 52 in Sardegna (+5), 13 in Molise (+0), 14 in Basilicata (+1). I tamponi complessivi sono 755.445, dei quali oltre 388mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. 


Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Aprile 2020, 19:07
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