Coronavirus, 636 morti. Giù il trend di contagi con 4mila tamponi in meno, calano ancora le terapie intensive (-79) MAPPA

di Simone Pierini
Cala il trend di nuovi contagi con 3.599 casi in più (ieri +4.316) ma con circa quattromila tamponi in meno in un giorno. La curva di incremento dei casi totali segna +2,8%, il valore più basso da inizio epidemia (ieri era 3.4%). Scende per il terzo giorno consecutivo anche il dato delle terapie intensive che fa segnare un -79 posti letto occupati nonostante il lieve aumento della Lombardia (+26). Torna a salire il numero di morti, sono 636 infatti le vittime registrate nelle ultime ventiquattro ore per conseguenze derivate dal coronavirusIeri il dato era di 525. È quanto ha diramato il capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18 di oggi lunedì 6 aprile.

I casi Covid-19 accertati in Italia dall'inizio dell'emergenza sono ora 132.547 (3.599 in più rispetto a ieri), di cui 16.523 morti e 22.837 guariti, 1.022 nelle ultime ventiquattro ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 93.187 persone, ieri era di 91.246, un aumento di 1.941 unità. I tamponi effettuati fino ad oggi sono 721.732,  30.271 nell'ultimo giorno (Ieri erano 34.237). 
 
 

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Sono 3.898 i malati in terapia intensiva, 79 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.343 sono in Lombardia. 28.976 sono poi ricoverati con sintomi +27 in più rispetto a ieri - e 60.313 (+1993) sono quelli in isolamento domiciliare. 

«I dati confermano il trend degli ultimi giorni e ci confortano perchè vediamo l'efficacia delle misure di contenimento. Su base settimanale, dal 30 marzo ad oggi, confrontando il numero dei ricoverati, abbiamo una riduzione del 90 per cento passando da 409 a 27. Per le terapie intensive il saldo era positivo, +75, il 30 marzo, oggi è di -79, che sono stati dimessi. Il trend è meno forte sui decessi, purtroppo ancora al 50% in Lombardia, ma su base settimanale la diminuzione è oltre il 20% anche per i decessi», lo ha affermato il professor Luca Richeldi direttore dell’area Pneumologia del Policlinico Gemellidi Roma nel corso del bollettino della Protezione civile. «Non è vero che i dati non sono allarmanti, i dati sono meno allarmanti, ma sono ancora allarmanti», ha aggiunto Richeldi rispondendo a una domanda sulla possibile fase 2.

Il virus «ci ha colpito all'improvviso e sono convinto che meglio di questo non si potesse fare». Lo ha affermato il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del bollettino della Protezione civile sulla diffusione del coronavirus in Italia rispondendo a chi gli chiedeva se si poteva fare di più per contenere l'epidemia. Era impossibile «fare di meglio e fare di più», ha aggiunto Luca Richeldi. 

«Abbiamo sotto gli occhi i risultati dei nostri sforzi quotidiani». Ha detto Luca Richeldi. «Non dobbiamo ridurre il livello di allarme» e dunque «continuare con le misure di contenimento», ha aggiunto.

ISTITUITO FONDO PER FAMILIARI SANITARI MORTI

«Ho firmato ieri sera un'ordinanza di Protezione civile che istituisce un Fondo per provvidenze destinate ai familiari dei sanitari deceduti, alimentato dalla famiglia Della Valle; ringrazio Diego Della Valle che ha promosso la raccolta per chi è rimasto orfano o ha perso un familiare a causa dell'emergenza». Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile. 

SISMA L'AQUILA, BORRELLI: «MI STRINGO A FAMIGLIE VITTIME»

«Voglio stringermi nel silenzio e nel ricordo alle famiglie delle vittime e agli aquilani». Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nel giorno dell'undicesimo anniversario del terremoto de L'Aquila. «Oggi è una data indimenticabile per molti aquilani e abruzzesi - ha aggiunto - quest'anno non abbiamo potuto partecipare alla fiaccolata» per via dell'emergenza, «ma sono vicino a loro».




I DATI REGIONE PER REGIONE

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 28.469 i malati in Lombardia (345 in più rispetto a ieri), 13.051 in Emilia-Romagna (+214), 9.722 in Veneto (+313), 10.545 in Piemonte (+368), 3,706 nelle Marche (+128), 5.301 in Toscana (+116), 3.117 in Liguria (+24), 3.300 nel Lazio (+114), 2.698 in Campania (+77), 1.396 in Friuli Venezia Giulia (+33), 1.838 in Trentino (+43), 1.260 in provincia di Bolzano (+34), 2.115 in Puglia (+93), 1.815 in Sicilia (+41), 1.425 in Abruzzo (+5), 872 in Umbria (-26), 567 in Valle d'Aosta (-9), 819 in Sardegna (+4), 722 in Calabria (+16), 187 in Molise (+0), 262 in Basilicata (+8).

Quanto alle vittime, se ne registrano 9.202 in Lombardia (+297), 2.108 in Emilia-Romagna (+57), 662 in Veneto (+31), 1.251 in Piemonte (+83), 612 nelle Marche (+13), 350 in Toscana (+25), 595 in Liguria (+39), 204 in Campania (+15), 229 nel Lazio (+10), 158 in Friuli Venezia Giulia (+4), 195 in Puglia (+13), 164 in provincia di Bolzano (+6), 123 in Sicilia (+7), 169 in Abruzzo (+11), 44 in Umbria (+1), 96 in Valle d'Aosta (+5), 230 in Trentino (+13), 58 in Calabria (+2), 47 in Sardegna (+4), 13 in Molise (+0), 13 in Basilicata (+0). I tamponi complessivi sono 721.732, dei quali oltre 373mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 6 Aprile 2020, 20:03
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