Djokovic, Pietrangeli applaude: «Bravi gli australiani, da noi non sarebbe andata così»

Nicola Pietrangeli, bandiera del tennis italiano, l'Australia la conosce bene con due finali di Coppa Davis disputate da giocatore e una da capitano. Conosce soprattutto la loro severità nel rispetto delle regole, di tutti i tipi.
Si aspettava, alla fine, l'espulsione di Djokovic dagli Open?
«L'Australia è un grande Paese, ve lo dice uno che c'è stato spesso, non solo per il tennis. La decisione di espellere il campione del mondo è giusta ed è un esempio per tutto il mondo, soprattutto per l'Italia».
Come per l'Italia?
«Credete che da noi Djokovic sarebbe stato espulso come è successo a Melbourne? Non credo proprio, anzi; il serbo avrebbe trovato molti proseliti nel nostro Bel Paese. L'Australia è un gran Paese ed esce benissimo da questa brutta storia politica e sportiva».
Che colpe imputa a Djokovic?
«Come giocatore nessuna, come persona mi lascia perplesso che lui sia giunto in Australia senza aver chiarito la sua posizione di no vax. Eppure ha vinto l'Open nove volte, ha mille amici importanti, conosce tutti. Poteva consigliarsi, chiamare l'ambasciata, invece è partito e basta. Un errore grave di presunzione».
Lei è stato un grande tennista. Se nella sua carriera si fosse trovato ad affrontare Djokovic in torneo, ci avrebbe giocato?
«Certo, affrontare Djokovic non mi avrebbe creato alcun problema. Se in un torneo fanno giocare il no vax Djokovic, vuol dire che può farlo, nel rispetto delle regole. Ma magari, se fosse accaduto ai miei tempi, a quell'ipotetico torneo magari non mi sarei iscritto io».
In tanti hanno detto che da questa storia ne esce male come immagine il tennis.
«La storia è stata brutta, è vero, ma io credo che ne esce male solo Djokovic. Sicuramente non il Governo australiano che l'ha espulso a giusta ragione. Il tennis si adeguerà».
Come ha detto Nadal: i tennisti passano, i grandi tornei sono più importanti e restano.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 17 Gennaio 2022, 12:34
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