Tokyo 2020. Aldo Montano dà l'addio con il sorriso. Dopo 5 Olimpiadi ecco l'ultimo argento: «Avrei firmato per un finale di carriera così»

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L'ultima stoccata del campione arriva dalle Olimpiadi di Tokyo. Anche Aldo Montano dice addio ad una carriera infinita, piena di successi tutti arrivati a colpi di sciabola. Dà l'addio nel migliore dei modi: con una medaglia al collo. La medaglia azzurra più preziosa di oggi, infatti, è proprio l'argento conquistato dalla sciabola maschile a squadre. 

 

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Nonostante l'assenza di Samele, argento nella gara individuale, l'Italia conquista un argento stupendo. Un argento dolcissimo, per salutare la carriera di uno dei più forti e costanti schermidori del mondo: Aldo Montano. La copertina è tutta per lui, per il livornese che a novembre compirà 43 anni e che nella sua carriera ha partecipato a 5 Olimpiadi. All'ultimo appuntamento della sua carriera arriva un'ultima grande impresa. C'è tanto del suo, infatti, nella rimonta messa a segno contro l'Ungheria del tre volte medaglia d'oro individuale Aron Szilagyi, una rimonta che ha permesso all'Italia di arrivare a giocarsi l'oro contro i fenomeni coreani. 

 

«Per un finale di carriera così ci avrei messo la firma. Sono entrato per il problema di Gigi Samele ed è stata la gioia più bella dare il mio contributo a conquistare questa medaglia. Non ho fatto una carriera, ma una vita meravigliosa. Con ragazzi giovani, una vita splendida fatta di tanti sacrifici ma anche gioie». Lo dice Aldo Montano dopo la sconfitta dell'Italia di sciabola contro la Corea del Sud nella finale olimpica a Tokyo 2020.

Nel pomeriggio, dopo la qualificazione strappata contro l'Iran, il 43enne Montano aveva scherzato: «Sì, forse continuo fino a Parigi, ma devo togliere il posto a Farinelli (stimato armiere azzurro, ndr)», poi si è fatto serio: «Nel mio futuro cosa c'è? Tante idee, tante cose, una famiglia da accudire. Vediamo, tante idee in ballo. Cosa mi è mancato? L'oro a squadre. Ma va bene così, è giusto fermarci qui dopo 17 anni di carriera che per me è stata più che altro una vita. Io e Pellegrini finiamo insieme? E' una ruota che gira per tutti, quella sportiva è rapida, velocissima e anche cinica. Per me è durata tanto, fin troppo. E sono contento così».

Dice ciao a una carriera infinita, con la sportività e l'allegria che lo hanno sempre contraddistinto. «E' una carriera infinita? È una carriera finita...». Sorride e scherza Aldo, come ha sempre fatto e continuerà a fare. Sorride ancor più di gusto dopo una medaglia conquistata anche grazie alle sue stoccate. 

Aldo Montano è allegria, simpatia, ma anche forza e determinazione di un campione che dal 2004 ha calcato le pedane di tutto il mondo con la consapevolezza di aver primeggiato e vinto la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Atene. 

 

Aldo Montano è nato il 18 novembre 1978 a Livorno. La carriera sportiva di Montano è lunga e ricca. Appartiene ad una famiglia di schermidori livornesi tra il nonno, il padre ed anche i cugini del padre. All’inizio della sua carriera sportiva fa parte parte del centro sportivo dei carabinieri, successivamente lascerà l’Arma. Si arruola poi nella polizia penitenziaria e attualmente fa parte del gruppo sportivo Fiamme Azzurre della polizia penitenziaria.

 

La prima grande vittoria arriverà nel 2004 alle Olimpiadi di Atene, dove Aldo Montano vince la medaglia d’oro nel torneo di sciabola individuale. «Nella stessa competizione porta a casa anche la medaglia d’argento nel torneo a squadre. Nel 2008, ai Giochi Olimpici di Pechino, vince «solo» la medaglia di bronzo nella sciabola a squadre. Nel 2011 è medaglia d’oro nel torneo di sciabola individuale ai Mondiali di Catania. Nel 2012 alle Olimpiadi di Londra, vince un’altra medaglia di bronzo nella sciabola a squadre in squadra. Nel 2015 ai Campionati del Mondo di Mosca, vince la medaglia d’oro a squadre. Nel 2016 a Rio de Janeiro non conquista medaglie olimpiche, ma dà appuntamento a Tokyo con il suo ultimo assalto. Ai Mondiali del 2018 a Wuxi, in Cina, vince l’argento a squadre nella sciabola. 

Nel 2021 il suo ultimo capitolo di una carriera, lunga e vincente: Tokyo 2020. Avrebbe dovuto partecipare come riserva nel torneo a squadre, ma si sa, il destino rispetta sempre i grandi campioni. Proprio come quella Federica Pellegrini che nella sua ultima finale dei 200 stile libero sorrideva mentre nuotava, anche Aldo Montano ha avuto la sua occasione. Samele out per infortunio, entra Aldo. Entra con il carico di esperienza e qualità che solo campioni come lui hanno. Entra e mette in scena una rimonta stupenda che vale la finale per l'oro. Entra tra gli applausi ed esce in una standing ovation con l'ultimo argento olimpico al collo. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio 2021, 17:51
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