Premio Tenco 2022: vincono Baglioni, Alice, Branduardi, Concato e Giorgio Conte. La consegna al teatro Ariston di Sanremo

Tra i premiati anche McDermott e Gualtiero Bertelli

Premio Tenco 2022: vincono Baglioni, Alice, Branduardi, Concato e Giorgio Conte. La consegna al teatro Ariston di Sanremo

Sono sette i premi Tenco 2022, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d'autore mondiale, assegnati oggi. I vincitori di questa edizione sono: Claudio Baglioni, Alice, Gualtiero Bertelli (operatore culturale), Angelo Branduardi, Fabio Concato, Giorgio Conte e Mike McDermott.

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Premio Tenco 2022 - i vincitori

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Si prosegue, intanto, nella stesura del programma della 45° edizione della Rassegna della Canzone d'Autore (Premio Tenco 2022) organizzata dal Club Tenco con il contributo del Comune di Sanremo,  SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori e Regione Liguria che si terrà al Teatro Ariston di Sanremo dal 20 al 22 ottobre
 

La prima serata della Rassegna è dedicata ai vincitori delle Targhe Tenco 2022 (riconoscimento attribuito dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso, votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali).


Si potranno vedere sullo stesso palco: Marracash (Miglior album con “Noi, loro, gli altri”), Ditonellapiaga (Miglior Opera Prima con “Camouflage”), Simona Molinari (Miglior album interprete con “Petali”), Elisa (Miglior Canzone con “O forse sei tu” scritta insieme a Davide Petrella), gli ‘A67 (Miglior album in dialetto con “Jastemma”) e il produttore Ferdinando Arnò che ritirerà il Premio per il Miglior album a progetto “The Gathering”. Ancora da definire le date degli interventi dei Premi Tenco 2022.  le prevendite per assistere alla 45° edizione della Rassegna saranno attive da domani 1° settembre sul sito del Club Tenco (www.clubtenco.it). 

LE MOTIVAZIONI DEI PREMI TENCO 2022


 
ALICE
L’incontro con Franco Battiato ha decisamente segnato la sua carriera. Le collaborazioni con lui (e con il suo entourage) hanno prodotto canzoni rimaste nella memoria musicale italiana e, soprattutto, tedesca: in Germania ha conosciuto infatti un enorme successo, probabilmente superiore a quello riscontrato in patria. La sua frequentazione della migliore canzone d’autore italiana è stata costantemente dimostrata dalle interpretazioni di brani di De André, De Gregori, Guccini, Gaber, Fossati e del duo Battisti-Panella. Una serie di collaborazioni che l’hanno meritatamente portata all’assegnazione di questo Premio Tenco.
 
CLAUDIO BAGLIONI
Di raffinata scrittura musicale, Claudio Baglioni, sin dalla fine degli anni Sessanta ricerca attraverso la canzone quell’attimo di eterno che tramite l’arte sappia descrivere la vita, per “battere il tempo a tempo di musica”. Ha cantato le storie minime che sono di tutti e i grandi temi dell’uomo, quando con la sua Trilogia dei colori ha cercato risposte a domande universali. Suo il disco italiano più venduto di sempre (La vita è adesso), sua la canzone del secolo (Questo piccolo grande amore), e una ricerca continua nei live, fino all’evento totale al Teatro dell’Opera di Roma. Suo il ponte umano costruito con O’Scia, a Lampedusa, lì dove serve essere presenti, dove la musica si fa canto, fiato, afflato, reale mano tesa verso l’altro.
 

GUALTIERO BERTELLI
Con la chiusura di industrie e di cantieri, negli anni ’60 la classe operaia veneziana spariva dal centro storico e a poco a poco la città si trasformava in un suk per il turismo più selvaggio. In italiano, e soprattutto in dialetto, Gualtiero Bertelli è stato, ed è ancora, il cantore di questa metamorfosi con canzoni di lotta e con storie di ordinaria e proletaria vita quotidiana tra acqua alta, disoccupazione, condizionamenti culturali e religiosi. Quasi a mostrarci come le sue “barche de carta” della fantasia siano state, purtroppo, solo le navi-grattacielo entrate in laguna.
 

ANGELO BRANDUARDI
Arrivato al Tenco ’74 come giovane promessa della canzone italiana, nei dopo-spettacolo e con l’allora inedita Confessioni di un malandrino mostrò subito di essere già molto più di una realtà. E, primo cantautore a trionfare anche al di fuori dei confini nazionali, nel giro di pochi anni, aveva già conquistato l’intera Europa. Ha evidenziato Il suo profilo internazionale musicando, con grande sensibilità, trovatori medioevali, testi tradizionali yiddish, Dante, Francesco d’Assisi, Esenin, Vysotskij, Yeats, Shakespeare, Che Guevara, nonché tanta poesia anonima asiatica e africana e americana. 
 

FABIO CONCATO
Negli anni Trenta il “filone dell’allegria” era composto da canzoni stilisticamente derivate dal jazz, musicalmente raffinate e caratterizzate da testi agili e smagati. Venne osteggiato dal regime, ma guadagnò progressivamente il favore popolare. Negli anni Settanta e Ottanta, le canzoni di Fabio Concato hanno cominciato a rappresentare una versione aggiornata di quel genere. Fortunatamente nessun regime culturale ha potuto emarginarle.
 

GIORGIO CONTE
Da Fellini a Pupi Avati, tanti registi italiani hanno dimostrato come sia possibile cantare la nostra provincia senza risultare provinciali, ma con uno sguardo internazionale. Felinamente sornione, Giorgio Conte si è dapprima imposto come autore di canzoni che, pur essendo destinate ad altri interpreti, erano caratterizzate da un microcosmo narrativo del tutto originale. Con l’aggiunta della propria voce ha conferito a questo repertorio un’inconfondibile dimensione poetica, raggiungendo un pubblico europeo particolarmente sensibile a tanti valori ambientali non eclatanti.
 
MIKE MCDERMOTT
Se scegli di fare la rock-star potresti non avere vita facile, anche se un maestro di best-seller come Stephen King dice di te che sei “forse il più grande talento del rock and roll da scoprire degli ultimi vent’anni”. Come tale si segnala subito, all’inizio degli anni ’90, ma le complicazioni esistenziali sono in agguato: droga, alcool, vita notturna vagabonda per il St. Paul's Boulevard della natale Chicago. Poi un lento e faticoso reinserimento e il ritorno a una dimensione artistica che conferma il giudizio di Stephen King. Venticinque album in cui racconta sé stesso, la sua famiglia e le persone che hanno attraversato la sua vita, di cui proprio St. Paul's Boulevard è la testimonianza più recente


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 31 Agosto 2022, 22:19
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