Ruffini: «Ecco il mio Ragazzaccio, figlio del lockdown. La satira? Ormai è vietata»

Ruffini: «Ecco il mio Ragazzaccio, figlio del lockdown. La satira? Ormai è vietata»

di Alessanda De Tommasi

RICCIONE - Mattatore assoluto di Cinè, le giornate professionali di cinema di Riccione in corso fino all’8, Paolo Ruffini si fa in tre: scrive, dirige e produce un film sul lockdown, “Ragazzaccio”, in uscita per Rai Cinema ad ottobre. «Racconto il bullo di un disabile – racconta l’artista toscano – a cui succedono tre cose: il padre infermiere (Massimo Ghini, ndr) si ammala di Coronavirus, conosce un prof d’italiano in stile Will Hunting (Beppe Fiorello, ndr) e s’innamora. L’ho girato in una settimana a Roma, nelle cinque stanze di una casa, in stile Dad».

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Ma non ama che lo si associ ai contenuti social: «Durante l’ultima tragedia globale, la Seconda Guerra Mondiale, sono nati artisti come Chaplin e Rossellini. In questi due anni di pandemia invece a livello culturale non si è prodotto nulla, restano solo i video di TikTok. D’altronde oggi non si può parlare di nulla o fare satira: cosa dire lo decidono 1000 teste di c... su Twitter. E se non ti allinei subisci enormi polemiche».
Per Ruffini il politicamente corretto è come «il fascismo democratico». Da livornese, abituato a scherzare su tutto, non accetta il «livellamento del web»: «Oggi non solo non esisterebbero i miei film e quelli di comici come Aldo, Giovanni e Giacomo ma neppure Pasolini e la prostituta di Mamma Roma o Bertolucci e La luna (non dico di Ultimo tango a Parigi), né la Wertmuller che in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto faceva picchiare la Melato da Giannini. E, in base al giudizio sul privato degli artisti, addio Caravaggio, Jim Morrison o Socrate. La retta via non ce la chiede neppure Dio, ecco perché la mia disubbidienza sta nel fare cose che il pubblico non si aspetta, come Fuga di cervelli o Perdutamente, il documentario sull’Alzheimer». Oltre a due film da attore, ha scritto un paio di copioni che dirigerà (uno su una 70enne incinta, l’altra su un maestro delle elementari che torna indietro nel tempo e insegna a Mussolini). «Sono un Peter Pan, come dimostra il mio tatuaggio – conclude - ma con tanta voglia di crescere».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Luglio 2022, 12:10
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