L'autobiografia di Luciano Ligabue, una vita tra sogni e rock

Sessant’anni di vita in cinquecento pagine di sogni di rock’n‘roll. «Nessun libro può contenere la vita di qualcuno. Ma i ricordi che contano sì. Con quelli ci si può provare». Il Liga nazionale, quello che ha riempito arene con generazioni di fan rockeggianti, con 22 album, 3 film e 6 libri, «vuota il sacco» raccontandosi e raccontando. Un po’ romanzo extra scena, un po’ autobiografia, dove le immagini di episodi e pezzi di vissuto si rincorrono nella memoria, per fissarli e non dimenticarli. Corrono nomi e personaggi chiave. Dal suo inseparabile Claudio Maioli (il “Maio”) a Vinicio Capossela a Pierangelo Bertoli. Al ruolo delle donne. Partendo dalla figura della madre Rina: «Ogni volta che mi fa il bagno, mia madre poggia la punta del dito sulla cicatrice e l’accarezza. “Questo sfregio crescerà con te. Diventerà grande insieme a te. E lo troverai sempre lì a ricordarti una cosa: puoi anche faticare a nascere, o prenderti la peritonite quando ancora non sai camminare, ma ce la fai, capito? Tu ce la fai. Te lo dice la Rina”». Ai due matrimoni, il primo con la “Dona” (Donatella Messori) e il secondo con la sua attuale moglie, Barbara Pozzo. Ai due figli, Lorenzo Lenny e Linda, e al ricordo della perdita prematura di un altro in arrivo. È la storia di un uomo prima ancora che di un artista. Di un uomo che, prendendo in prestito le parole della madre Rina, “ce l’ha fatta”.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Giugno 2022, 11:54
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