Coronavirus, a Civitavecchia sbarcati i passeggeri dalla nave Costa. «Poca comunicazione, abbiamo saputo tutto dai media»

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L'incubo è confermato: il coronavirus è arrivato in Italia. Una coppia di turisti cinesi è ricoverata a Roma dopo essere risultata positiva ai test: erano atterrati a Milano il 23 gennaio e avevano fatto tappe intermedie prima di arrivare nella Capitale. Intanto sono sbarcati dalla Costa Smeralda ormeggiata a Civitavecchia i 1143 passeggeri rimasti bloccati a bordo per il sospetto caso di contagio poi rientrato.

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Sul molo 12 del porto di Civitavecchia sono affluite decine di pullman per trasferire i croceristi a bordo della nave. «A bordo c'è stata la massima tranquillità e hanno gestito le cose bene», racconta Filippo Rossi, un uomo di Monterotondo, in provincia di Roma, che è stato tra i primi a lasciare la nave. «C'è stata però preoccupazione anche perché si sono rincorse tante voci fino all'ultimo e le informazioni le avevamo solo da fuori. Menomale che è andato tutto bene». 

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"MEZZ'ORA DI CONTROLLI POI 3 ORE DI BUCO" «Il disagio maggiore è stato rimanere una intera giornata senza bagagli, avendo dovuto lasciare le stanze. Saremmo dovuti sbarcare alle 9 del mattino, si sono limitati a dirci che c'erano forti ritardi», ha raccontato all'Adnkronos un altro passeggero. «Mezz'ora di controlli sanitari poi 3 ore di buco - continua - Ci hanno lasciati da soli con poca comunicazione, abbiamo saputo tramite i siti quello che in realtà stava accadendo». «Il disagio maggiore? Esser stati tutto il giorno senza cabina, preoccupati per i 750 asiatici a bordo, loro con la mascherina». 

ASIATICI CON LE MASCHERINE Sono in tanti gli asiatici (751 il totale sulla nave) sbarcati dalla nave. Indossano le mascherine ma precisano, «Siamo di Taiwan». «No, non sono preoccupata» dice una ragazza cinese prima di raggiungere il gruppo. «La crociera? La rifarei, certo», dice all'Adnkronos Alessandro, appena sbarcato insieme alle figlie. «E stata una bella settimana, il rientro tormentato ma la comunicazione non è mai mancata». «Io abito a Roma, venti minuti e sono a casa. Penso a quelli che non hanno questa fortuna e ancora di più a quelli di La Spezia, ai quali è saltata la tappa», aggiunge un altro passeggero, Stefano, dopo essere sbarcato dalla nave.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 31 Gennaio 2020, 10:03
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