​Scontri a Trieste, feriti tre poliziotti: dai manifestanti insulti ai giornalisti. Puzzer: «Vogliamo parlare col governo»

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Sono tre i feriti tra le forze dell'ordine dopo i disordini di stamattina con i manifestanti al Varco 4 del Porto di Trieste: cinque persone sono state denunciate in stato di libertà, quattro per interruzione di pubblico servizio e invito a disobbedire alle leggi statali in violazione di quanto previsto dall'articolo 18 del Tulps, una per resistenza a pubblico ufficiale. La Questura sta vagliando le posizioni di altre persone e sta visionando filmati e altre immagini videoregistrate.

 

«Passate parola per chi non sente: saliamo in prefettura in tre persone, che portano le idee di tutti, cioè rispetto dei diritti. Quando scendiamo vi diciamo come procederà. Ho massimo rispetto per voi e non possiamo stare seduti sotto il sole qui tutto il giorno. Mi state ringraziando da venerdì io vi chiedo ancora 15 minuti di fiducia, la parola d'ordine è che non si molla e sicuramente no green pass», le parole del leader dei portuali (dimissionario) Stefano Puzzer ai manifestanti di piazza Unità a Trieste prima di salire nel palazzo della prefettura.

 

«Abbiamo verificato che ci sono state cariche» al porto «mentre noi eravamo dal prefetto e durante l'incontro il clima era disteso. Noi abbiamo detto a tutti di venire» in piazza Unità, «dove ci sono più di 5.000 persone che hanno avuto fiducia in noi. Faremo tornare indietro le 150 persone che sono al porto, perché quello che abbiamo ottenuto ora non possiamo buttarlo via. Non vogliamo abbandonare chi è là. Ma questo incontro» chiesto con il Governo «è importante per i diritti. Noi parliamo per i nostri figli», ha aggiunto dopo l'incontro con il prefetto di Trieste, Valerio Valenti. «Assolutamente metteremo quelle persone» al Porto «in sicurezza e le porteremo in piazza - ha aggiunto - noi abbiamo detto a tutti di venire qua».

 

Puzzer: «Vogliamo parlare col governo»

 

«Adesso eravamo dal Prefetto. Tra le richieste fatte la prima e più importante è essere ricevuti nel giro di due-tre giorni dal Governo. Il prefetto ci ha assicurato che la sua risposta arriverà nel giro di due-tre ore. Nel frattempo, una cosa molto importante, perché ci ha rasserenato, è che tutte le persone presenti in piazza Unità non devono temere nessun attacco da nessuno. Dobbiamo stare tranquilli e non aver paura. Almeno oggi pomeriggio non succederà quello che è successo stamattina. I nostri diritti saranno rispettati».

 

«Mentre aspettiamo la risposta del prefetto - ha aggiunto - non ha nessun senso muoversi da qui. Abbiamo già detto al prefetto la nostra intenzione di tornare in porto. Rimaniamo qui finché non abbiamo risposta dal governo. Fino a quel momento possiamo stare tranquilli, chiacchieriamo tra noi: abbiamo ribadito che non molliamo di un millimetro». «Nel momento in cui incontreremo il Governo - ha spiegato parlando ai presenti al megafono - chiederemo che venga tolto questo decreto che lede i principi e le libertà e la Costituzione e anche l'obbligo vaccinale. Finché non ci sarà l'incontro - ha promesso Puzzer - nessuna piazza si scioglierà e saremo qui ad aspettarlo». 

 

Coisp: seguito indicazioni autorità

 

L'intervento per sgomberare il varco al porto di Trieste è frutto «delle disposizioni impartite dall'autorità giudiziaria e dall'autorità provinciale e nazionale di pubblica sicurezza», afferma il segretario generale del Coisp Domenico Pianese respingendo «con forza le critiche» all'operato delle forze di polizia. «Anche dalla manifestazione contro il Green pass a Trieste la Polizia esce con diversi agenti feriti - sottolinea il sindacato - Come accade dall'inizio della pandemia, donne e uomini in divisa sono impegnati, con grandi rischi per la propria incolumità, nella difesa della sicurezza dei cittadini e nella tutela delle istituzioni democratiche». Per questo, conclude Pianese, «qualunque sia l'intervento a cui siamo chiamati, agiamo sempre con la massima professionalità e trasparenza, nell'interesse della collettività».

 

Ancora fischi e attacchi ai giornalisti

 

Alcuni manifestanti 'no Green pass' radunati in piazza Unità si sono avvicinati al palazzo del Municipio, dove all'esterno è stata allestita una sala stampa in occasione dei ballottaggi per le elezioni comunali. I manifestanti stanno fischiando e rivolgendo insulti come 'vergonà e 'vendutì all'indirizzo dei cronisti al lavoro. Alcuni cronisti hanno raccolto i propri effetti personali e si sono spostati dalla postazione.

 

'Venduti, 'vergognà. Così parte di manifestanti si schiera contro un giornalista di Rainews 24 che stava iniziando una diretta sotto al palazzo della prefettura, infastidendolo nel suo lavoro. I manifestanti si sono alzati in piedi avvicinandosi, ma la diretta è proseguita mentre parte della piazza invece invitava a rimanere seduti. Stefano puzzer leader dimissionario del Clpt continua a passare tra la folla con megafono e a invitare a restare seduti. Un gruppo di portuali è in piedi tra le forde dell'ordine che presidia la prefettura e i manifestanti. «Non ho mai visto una piazza così bella, piazza rimanga bella. Stiamo facendo con il cuore». 


Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Ottobre 2021, 09:15
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