Coronavirus, caso sospetto a Napoli: cinesi in luna di miele, alloggiavano in b&b

Un turista cinese di 28 anni, originario della provincia di Hubei (dove ha avuto origine l'epidemia), è ricoverato in isolamento all'ospedale Cotugno di Napoli con diagnosi di broncopolmonite e sospetto contagio da Coronavirus. Il 20 gennaio era a Wuhan: il 21 è sbarcato in aereo a Fiumicino, dove i controlli sanitari non hanno evidenziato problemi, e da qui ha raggiunto Napoli. Poi ha cominciato ad accusare un malessere: ricoverato al Pellegrini, è stato trasferito oggi nell'ospedale specializzato per le malattie infettive con un'ambulanza del 118 partita dall'Ospedale del Mare che ora dovrà essere bonificata.
 
 

Ricoverata per precauzione anche la moglie, che presenta sintomi più lievi. I due, freschi sposi in viaggio di nozze, hanno voluto lasciare la loro città in piena epidemia. A Napoli alloggiavano da sabato scorso in un b&b del centro storico. Gli esami finora eseguiti non hanno evidenziato la presenza di altri virus: potrebbe quindi trattarsi di coronavirus, ma una diagnosi definitiva si avrà solo domani con il test sui campioni inviati allo Spallanzani di Roma che ha il kit specifico. Da domani il kit sarà fornito anche al Cotugno. Il presidente della regione De Luca nel frattempo ha convocato tutti i direttori generali delle Asl e degli ospedali. Gli operatori del Pellegrini e del 118 che hanno avuto contatto con il paziente hanno adottato le procedure di sicurezza (tute e mascherine) per tutela degli altri pazienti.
 
 

CONTROLLI NEGLI AEROPORTI
Proseguono all'aeroporto di Fiumicino i controlli preventivi per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina. Oggi nello scalo romano sono giunti con tre voli, rispettivamente da Chengdu, Guangzhou e Haikou, circa 400 passeggeri, che sono stati tutti sottoposti ai controlli predisposti, attraverso la misurazione della temperatura corporea e la compilazione di una scheda, avvenuti direttamente a bordo degli aerei, mediante l'apposito personale della Sanità aerea in forza a Fiumicino. Nel caso in cui dovessero verificarsi casi di passeggeri con sintomi riconducibili all'influenza, questi vengono dirottati tutti nel canale sanitario, ovvero la struttura messa a disposizione da Adr per la Sanità aerea, per gestire tali eventuali situazioni. Peraltro, lo stesso Ministero della Salute ha già annunciato che a Fiumicino saranno aggiunti anche altri 4 scanner termici, entro le prossime 48 ore, che saranno posizionati in corrispondenza dei gate di arrivo del Terminal 3. Finora nello scalo romano non risultano casi sospetti di coronavirus.

ITALIANI IN CINA
Parsimonia è la parola d'ordine per l'utilizzo, a Wuhan, dei test per la diagnosi del coronavirus. I kit disponibili sono infatti limitati e vengono utilizzati per i casi gravi, correndo però il rischio di non individuare quelli meno gravi. A spiegarlo sono l'infermiere italiano e il medico cinese, Francesco Barbero e Xiaowei Yan, che, sul sito del virologo Roberto Burioni, Medical Facts, raccontano giorno per giorno la città alle prese con l'epidemia. La maggioranza delle persone arriva nelle 61 «Fever clinic» sulle proprie gambe, di solito con tosse secca e spossatezza. «Il percorso per tutti - raccontano - sarà un prelievo, ma solo per vedere se ci sono segni d'infezione batterica. In caso di febbricola, gli esami includeranno anche un test per l'influenza stagionale e persino una tac del torace. Se la trafila risulterà negativa, il paziente sarà rimandato a casa in auto-isolamento, con un cocktail di farmaci per coprire possibili infezioni batteriche e virali». Il vero e proprio test per il coronavirus, «spetta solo a chi presenta esami alterati e segni di lesione polmonare alla lastra», cosa che però solo i casi più gravi presentano. «Dato il limitato numero giornaliero di kit disponibili, i medici sono chiamati a esercitare grande parsimonia e questo percorso dovrebbe assicurare per tutti uno standard». Tuttavia, aggiungono, se la conferma avviene solo per i casi più severi, «i dati pubblicati finora rappresentano evidentemente solo la punta dell'iceberg, aggiungendo confusione e incertezza davanti alle tante incognite di questo virus».

 
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Gennaio 2020, 09:05
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