Dalle bollette agli affitti agli alimenti: l'effetto valanga del caro energia

Dalle bollette agli affitti agli alimenti: l'effetto valanga del caro energia

di Alessandra Severini

Dalle bollette agli affitti agli alimenti: l'effetto valanga del caro energia.

I rincari

LUCE E GAS. L'aumento più recente della bolletta elettrica risale al 1° di ottobre con un balzo del 59% per i clienti del mercato a maggior tutela. Ma è solo l’ultimo di una serie di rincari cominciati ormai nell’autunno scorso. Secondo i calcoli di Nomisma energia una famiglia media spenderà nel 2022 per l’elettricità 1.322 euro. Nel 2021 ne aveva spesi meno della metà: 632. Stesso dicasi per il gas: le guerra in Ucraina ha solo aggravato una situazione già complicata. L’ultimo aumento scatterà questo mese e potrebbe arrivare anche al 70%. Dal 1° ottobre inoltre la bolletta del gas diventa mensile fra le proteste delle associazioni dei consumatori che prevedono un ulteriore aggravio dei costi. Secondo un calcolo dell’Ircaf, la spesa annua per il gas è aumentata negli ultimi due anni del 142%. Sommando la bolletta di gas e energia 2022, il costo annuo di una famiglia tipo oscillerebbe intorno ai 3.500 euro.

ALIMENTARI. Secondo la Coldiretti il prezzo dei beni alimentari quest’anno è cresciuto del 10,2% rispetto al 2021. Se il record dell’aumento spetta ai prezzi dell’olio di semi (+63%) ad aumentare sono anche i prezzi dei beni di prima necessità come il pane: secondo l’Unione panificatore rischia di aumentare fino a sei euro al chilo. L’aumento del prezzo del grano duro (arrivato dai 290 euro di prima della crisi a 490 euro di oggi) ha colpito anche uno degli alimenti più amati dagli italiani: la pasta, cresciuta del 22%. E poi farina (+23%), riso (+22) latte conservato (+19%), carne di pollo (16%), uova (+15%), verdure fresche (+12%) e frutta (+8%). Il balzo dei prezzi costerà nel 2022 alle famiglie italiane 564 euro soltanto per la spesa alimentare. Il risultato, ha notato Coldiretti, è che gli italiani hanno cominciato a tagliare il carrello della spesa (-11% rispetto al 2021).

CASA E AFFITTI. A risentire degli effetti della crisi sono anche i prezzi degli immobili. Le quotazioni sono aumentate alla fine del secondo trimestre 2022 del 2,3% rispetto al primo e del 5,2% rispetto alla prima metà del 2021 anche se c’è una grande differenza fra nuove costruzioni (+12%) e case vecchie (+3,8%). Gli aumenti maggiori si sono registrati a Milano e a Roma. Non va meglio a chi, anzichè comprare, sceglie una casa in affitto: se si ha un contratto a canone libero, questo potrebbe aumentare anche del 7,8%. Le famiglie residenti a Milano, città più cara d'Italia, dovranno pagare in media 81 euro in più per un appartamento. A Roma, Bologna e Firenze, se la ‘caveranno’ con una media di 60 euro al mese. Se si è scelto la cedolare secca invece per l’affittuario non cambierà il costo. Milano rimane la città più cara: un monolocale in zona non centrale può arrivare a costare 700 euro, un bilocale oltre 900 euro.

MUTUI E CONTI CORRENTI. Il rialzo dei tassi deciso dalla Bce ha gradualmente aggravato il prezzo del mutuo: contrarre un mutuo a tasso fisso costa oggi il 24% in più rispetto al 2021, per quello variabile si paga il 14% in più. Stangata anche per chi un mutuo lo ha già preso: se chi ha optato per un tasso fisso si salva, chi ha scelto il variabile ha visto aumentare la propria rata. Per esempio chi pagava una rata di 450 euro al mese con tasso all’1% ora è passato a pagare 605 euro. E gli aumenti potrebbero crescere ancora fino a sfiorare i 700 euro. La stessa Banca d’Italia ha calcolato che in luglio i tassi d’interesse applicati ai mutui immobiliari si sono attestati al 2,45% (erano all’1,74% lo scorso dicembre), ovvero ai massimi dal giugno 2017. Aumentati a dismisura anche i costi dei conti corrente, in media del 6,7% con una spesa di gestione che può superare i 150 euro l’anno. I rincari hanno riguardato le spese fisse e le operazioni tipo bonifici, molto più nei conti ordinari che in quelli online.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 3 Ottobre 2022, 15:40
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