Il vaccino Pfizer è allo Spallanzani. Oggi il V-Day, 311 giorni dopo Codogno. Il ​ministero della Salute: dal 28 dicembre 470mila dosi di vaccino a settimana

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Trecentoundici giorni dopo la scoperta all'ospedale di Codogno del paziente uno, il 38enne Mattia Maestri, oltre due milioni di contagiati e quasi 72mila morti, arriva oggi, domenica 27 dicembre, finalmente il Vax Day: le prime 9.750 dosi del farmaco anti Covid sono in Italia per essere somministrate da stamani in tutte le regioni a operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa, le due categorie prioritarie individuate dal governo.

 

«Le dosi consegnate a tutti i Paesi europei per il 27 dicembre sono in numero simbolico». Lo precisa il ministero della Salute, a seguito di alcune polemiche nate soprattutto dal tam tam sui social, ricordando che «la distribuzione vera e propria inizierà dalla settimana del 28 dicembre e all'Italia arriveranno circa 470mila dosi ogni settimana».

 

Il furgone con le 9.750 dosi di vaccino Pfizer-Biontech proveniente dal Belgio e giunto nel pomeriggio di Natale nella Caserma Salvo D'Acquisto dei carabinieri a Tor di Quinto e poi all'ospedale Spallanzani di Roma dopo un viaggio iniziato il 24 dicembre dalla fabbrica della Pfizer in Belgio.

 

Le dosi sono conservate in celle frigorifere in grado di mantenere una temperatura di -75 gradi, come richiesto dalla casa farmaceutica. Una parte di esse è stata caricata in contenitori termici a bordo dei mezzi dell'Esercito e consegnata in tutti i punti di somministrazione entro i 300 chilometri da Roma mentre le dosi destinate alle regioni più distanti sono state trasferite nell'hub predisposto dalla Difesa all'aeroporto militare di Pratica di Mare e consegnate con 5 aerei nel resto d'Italia.

 

 

 

 

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A riceverne il maggior numero è la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia e anche questo è un altro simbolo di una giornata che sarà uguale per tutta l'Europa: ha avuto 1.620 dosi suddivise in 324 fiale. Subito dopo c'è l'Emilia Romagna, che ha ricevuto 975 dosi, il Lazio (955), il Piemonte (910) e il Veneto (875), la regione che invece è più in difficoltà in questa seconda fase. «Siamo convinti che i cittadini comprenderanno l'importanza di questo momento» dice ancora Arcuri auspicando che la stragrande maggioranza degli italiani scelga di vaccinarsi.

 

E c'è un altro simbolo nel giorno del vaccine Day ed è la decisione di molte regioni di scegliere come testimonial della campagna una donna; infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea.

 

Come Claudia Alivernini, infermiera 29enne che lavora proprio nel reparto malattie infettive dello Spallanzani e in questi mesi di emergenza ha fatto parte delle squadre Uscar che hanno assistito e curato a domicilio molti anziani. È la prima vaccinata del Lazio. «È un atto d'amore e di responsabilità nei confronti della collettività - ha detto nei giorni scorsi - con orgoglio rappresento tutti gli operati sanitari che come me sono stati in prima linea». In Lombardia il Vax Day ha il volto di due lavoratrici del Niguarda di Milano - l'operatrice socio-sanitaria Adele Gelfo e l'addetta alle pulizie Grazia Presta - e di un'infermiera del reparto di rianimazione dell'ospedale di Codogno, lo stesso dove fu individuato a febbraio il paziente uno. La somministrazione, ennesima scelta simbolica, avverrà nella stessa stanza dove l'anestesista Annalisa Malara, forzando il protocollo, chiese ed ottenne di sottoporre Mattia al tampone.

 

 

A Genova tocca invece a Gloria Capriata, infermiera della Rianimazione del Policlinico San Martino. «Faccio il vaccino in tutta tranquillità e con orgoglio - dice - Vacciniamoci, è un gesto importante».

 

È una donna anche il primo vaccinato a Napoli, il medico del pronto soccorso del Cardarelli Filomena Ricciardi, e in Puglia, dove a ricevere la prima dose al Policlinico di Bari è Lidia Dalfino, 52 anni figlia dell'ex sindaco Enrico Nicola Dalfino, rianimatrice e coordinatrice della terapia intensiva Covid. Ma il vaccino in questo primo giorno di somministrazione non è solo per gli ospedali: protagonisti sono anche gli operatori delle Rsa, come la ventina di infermieri e fisioterapisti della 'Residenza Doricà di Ancona, tra i primi a riceverli nelle Marche. Messi da parte i simboli, la campagna vaccinale vera e propria inizierà a partire da lunedì: secondo i piani di Arcuri e del governo dovrebbero arrivare tra le 420mila e le 450mila dosi a settimana del vaccino Pfizer, che verranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione individuati dalle regioni. Si andrà avanti così per almeno un mese con l'obiettivo di vaccinare tutto il personale sanitario (1,4 milioni di persone) e i 570mila tra personale e ospiti delle Rsa.

 

All'inizio di gennaio, inoltre, dovrebbe arrivare il via libera per il vaccino di Moderna e poi a seguire per quelli delle altre case farmaceutiche, tanto che l'Italia ha previsto di avere nel primo trimestre del 2021 la disponibilità oltre 28 milioni di dosi: 8,7 di Pfizer, 1,3 di Moderna, 2 di Curevac e 16,1 di Astra Zeneca. Dosi che saranno sempre i militari a distribuire in tutta Italia, nei 1.500 punti di somministrazione realizzati anche nelle piazze d'Italia: dei gazebo a forma di primula, il primo fiore che rinasce dopo l'inverno, per convincere quanti più italiani possibile a vaccinarsi. 

 

Sui tempi necessari per eseguire tutte le 9.750 dosi di vaccino che arriveranno per il vaccine day, il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri in conferenza stampa ha detto: "Non so se tutte le regioni riusciranno a fare tutti i vaccini entro il 27 ma so che il vaccino Pfizer può essere conservato per 4 giorni, quindi entro il 30 dicembre le dosi dovranno essere state tutte utilizzate. Penso comunque che questo accadrà prima”. Inoltre, “la Pfizer ha assicurato che nella settimana che inizia il 28 dicembre arriveranno altre 450mila dosi, che verranno portate nei 300 punti di somministrazione”.

 

Il premier Conte. «Le prime dosi del vaccino anti-covid sono arrivate a Roma, allo Spallanzani. È un messaggio di fiducia che si irradia in Italia e in Europa. Grazie al ministro Speranza, alla struttura commissariale di Arcuri, alle forze armate e a tutti gli operatori sanitari che ci consentiranno di realizzare una campagna di vaccinazioni senza precedenti». Così su Twitter il premier Giuseppe Conte.

 

 

 

 

La distribuzione del vaccino sul territorio italiano è stata stabilita secondo i criteri di priorità definiti dal Servizio sanitario nazionale. E se il vaccino al momento è autorizzato per i soggetti sopra i 16 anni, "sono programmati studi sulla fascia d'età pediatrica", ha fatto sapere Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, nel corso della conferenza stampa. Operatori sanitari, medici e infermieri saranno i primi a essere vaccinati.

 

Si chiama Claudia, è di Roma, e ha 29 anni. E' lei, a quanto si apprende, la prima infermiera che sarà sottoposta alla vaccinazione anti Covid-19 all'Istituto Spallanzani di Roma domani. Ed è tra le più giovani a ricevere il prodotto scudo nel Lazio. Claudia si è laureata all'università La Sapienza di Roma e lavora come infermiera allo Spallanzani, dove ha fatto anche un tirocinio nel passato. Lavora in un reparto di Malattie infettive. Ha dato la sua disponibilità anche per le Uscar e in queste vesti si è recata spesso al domicilio di malati. Una doppia esperienza per lei, quindi: in trincea in ospedale e sul territorio, spesso al fianco di pazienti anziani. Frequenta anche un master in Infermieristica forense.

 

"Già dopo la prima somministrazione di vaccino" si avrà una prima immunità, “ma dovranno passare comunque alcuni giorni. In condizioni naturali gli anticorpi si riscontrano in titolo ragionevole dopo una decina di giorni dalla comparsa dei sintomi", ha spiegato Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. "Un vaccino di solito costringe il fisico a una risposta immunitaria più potente, valida e immediata rispetto ad un’infezione naturale, per cui dovremmo avere una risposta immunitaria rapidamente", aggiunge.

 

 Coinvolti nel Lazio 955 operatori sanitari, 280 nelle province, 560 a roma, 115 tra le unità mobili Uscar e l'Ares. Le Asl e le aziende ospedaliere partiranno nei due giorni a seguire: il 28 dicembre verranno somministrati i primi vaccini al personale sanitario nelle province del Lazio nord, Rieti e Viterbo. Questi i primi 5 operatori a cui verrà somministrato il vaccino nella provincia di Rieti all'ospedale San camillo De Lellis: Sara Miele, infermiera, Elio Naviganti, infermiere, Sara Di Sabantonio, infermiera, Donatella Novelli, infermiera e Massimiliano Angelucci, medico. Questi i primi 5 operatori a cui verrà somministrato il vaccino nella provincia di Viterbo, all'ospedale Belcolle: Paola Perugi, infermiera, Silvia Acquilanti, medico, Giulio Starmini, medico, Giuseppe Cimarello, medico ed Elisa Santori, medico. Martedì 29 dicembre verranno somministrati i primi vaccini al personale sanitario nelle province del Lazio sud, Frosinone e Latina. Questi i primi 5 operatori a cui verrà somministrato il vaccino nella provincia di Frosinone, all'ospedale Spaziani: Antonella Campana, medico specializzando, Franca Nardone, oss, Paolo Ceccano, infermiere, Marina Sebastiani, medico ed Eugenio Giangrande, medico. Infine, i primi 5 operatori a cui verrà somministrato il vaccino nella provincia di Latina, all'ospedale Santa Maria Goretti: Serena Freguglia, infermiera, Francesca Maggiarra, infermiera, Irene Fanuli, medico, Tiziana De Filippis, infermiera, e Giulia Restuccia, medico. 


Ultimo aggiornamento: Domenica 27 Dicembre 2020, 11:42
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