Storie Italiane, Stefano Savi sfregiato dall'acido per sbaglio nel 2014: la sua storia in un libro

L'incipit del libro testimonia quanto quell'episodio sia impresso nella mente del protagonista. «Sono trascorsi 8 anni da quel maledetto giorno»

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«Ho subito 52 operazioni ma non provo rancore, il mio obiettivo è ricominciare». Inizia così il racconto di Stefano Savi, il ragazzo 33enne di Milano sfregiato nel 2014 dalla “coppia dell’acido”, a Storie Italiane su Rai1. Uno dei casi più noti alle cronache di tutta Italia che, oggi, diventa un libro, intitolato "L'odore dell'acido", edito da Piemme. «Non mi sono mai chiesto perché fosse capitato a me» continua Stefano durante l'intervista.

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Tra le pagine del libro, Stefano parla degli interventi, del processo e della sua rinascita. «Io al momento ho subito 52 operazioni, tanti trattamenti laser e non solo. Sono stato leso ad un occhio, ho sempre gli occhiali per quello, ma sono sulla via della speranza di poter tornare a vedere» ha raccontato Stefano Savi a Eleonora Daniele. Dalle parole di Savi emerge forza, determinazione, ma soprattutto serenità. Una serenità ritrovata con fatica. «Io il perché fosse capitato proprio a me, non me lo sono mai chiesto - continua Stefano -, le cose succedono, bisogna prenderle e affrontare quel momento che ci si propone. Sapevo sicuramente che sarebbe stato un percorso lunghissimo». 

«Sono stati anni impegnativi dal punto di vista sicuramente fisico, e a tratti anche mentale, perché significa passare da una situazione in cui sei libero di fare ciò che vuoi a non poter più perché sei schiavo delle cure. Ho indossato una maschera 18 ore al giorno per quasi due anni, il primo periodo facevo un’operazione al mese. È stata dura non poter uscire, adesso sto abbastanza bene» ha dichiarato Savi.

L'incipit del libro testimonia quanto quell'episodio sia impresso nella mente del protagonista. «Sono trascorsi 8 anni da quel maledetto giorno. Un lungo arco di tempo in cui non ho mai dimenticato la paura e il dolore provati quella notte. È tutto scolpito nella mia mente in maniera nitida e precisa, come se fosse successo ieri. Con le unghie e con i denti mi sono aggrappato alla vita, che generosa mi ha dato una seconda opportunità. L’accettazione della realtà è stata lunga e dolorosa, ma oggi è solo un ricordo a cui permetto di restare vivo senza intralciare il mio presente (…). Sono fiero delle cicatrici sul mio volto perché simboleggiano la ripresa di un grande viaggio, quello della vita».


Ultimo aggiornamento: Martedì 13 Settembre 2022, 19:05
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