Paiella fa boom: «Canto l’Italia che sognava». Max al Teatro Golden

di Claudio Fabretti
«È un viaggio in autobus da via Boccea fino a San Giovanni. Un viaggio negli anni 80, con una sottile linea rossa che lega questo decennio agli anni 60». Max Paiella porta dal 25 febbraio al Teatro Golden Il Boom, di cui è autore e regista. Con lui sul palco il polistrumentista Flavio Cangialosi.
Qual è il legame tra anni 60 e 80? Il sogno del boom?
«Sì, senz’altro, ma non solo. Negli anni 80 si respirava ancora questo sapore 60: vedevi gli uomini col borsello, i riporti fatti in un certo modo, le carte da parati verdognole o damascate, magari con uno schizzo di sugo o di minestra, il telefono col duplex...».
La musica come entra nel viaggio? 
«La musica è uno dei linguaggi-chiave per ricordare le epoche. Non a caso l’evento di Sanremo è stata la reunion dei Ricchi e Poveri...».
Si torna sempre alle radici, insomma.
«Sono riflessi automatici: ad esempio, se parcheggi in un garage e inizi a canticchiare “Guarda che luna”, da un’altra macchina ti risponderanno “Guarda che mare”. Se al bar ti prendi un Ferro-china Bisleri e attacchi “Ciao ciao bambina”, la signora a fianco che sta girando il cappuccino ti replicherà “Un bacio ancora”. È la nostra storia, il nostro linguaggio».
Ci sarà spazio anche per i suoi celebri cantanti, da Vinicius du Marones a Demetrios Parakulis?
«Demetrios forse lo faccio alla fine, nei bis, anche perché la Grecia negli anni 60 aveva i suoi problemi... Vinicius inevitabilmente c’è, con la sua musica brasiliana e la sua poetica degli oggetti tristi, quelli che troviamo dentro casa».
A proposito di musica, prosegue la sua avventura con Claudio Gregori alias Greg?
«Certo, siamo amici proprio dagli anni 80. Ci siamo conosciuti in una palestra in Prati dove si faceva lotta greco-romana e c’erano bilancieri mostruosi. Ma noi facevamo tutto tranne i pesi: ci divertivamo a lanciare i dischi tipo bowling e parlavamo di fumetti. Condividiamo la passione per la musica degli anni 50-60, anche quella americana».
Farà anche un film con Lillo e Greg?
«Sì, a breve, ma non posso ancora dire il titolo. La mia sarà un’apparizione molto divertente».
Altri progetti?
«Riporterò in scena lo spettacolo di letture tratto dalle pagine più belle di Gianni Rodari: un autore tanto semplice quanto profondo e importante».
 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Febbraio 2020, 15:20
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