Festival di Sanremo: le canzoni bocciate dalla classifica, ma entrate nella storia
di Ida Di Grazia

Verso Sanremo 2020: le canzoni bocciate dalla classifica, ma entrate nella storia

Festival di Sanremo : Le canzoni degli ultimi anni bocciate dalla classifica, ma entrate nella storia. Bocciate senza appello, ignorate, considerate degli insuccessi o addirittura non meritevoli di andare avanti nella gara. Sono le canzoni del Festival di Sanremo, che sono state penalizzate nella classifica della kermesse, ma che poi sono letteralmente esplose, entrando in alcuni casi nella storia della musica italiana. La storia del Festival di Sanremo è piena di errori clamorosi di valutazione e in attesa di vedere l’edizione numero 70  guidata da Amadeus abbiamo pensato di  fare un gioco e scegliere le canzoni bocciate dalla classifica, ma promosse dal pubblico.

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Sono tre le esclusioni più eclatanti nella storia del Festival di Sanremo
La prima in ordine temporale nel 1966 Adriano Celentano, non entrò in  classifica con Il ragazzo della via Gluck. La seconda, tra le più eclatanti il 22esimo posto di Vasco Rossi nel 1982 con Vado al massimo, La terza nel 2005 “Mentre tutto scorre" dei Negramaro che non è entrata neanche in classifica. Ma quali sono le canzoni le canzoni del Festival di Sanremo più sottovalutate e che cantiamo ancora oggi? 
 
1969 - Un'avventura, Lucio Battisti
La canzone è troppo “avanti” per l’epoca, decisamente poco Sanremese. Si classifica al nono posto, la stampa descrive Battisti come spettinato e grezzo nella voce. Chi riesce però a resistere al richiamo di “non saràààà….”?
 

 
1972 - Piazza Grande, Lucio Dalla
L’anno prima Dalla aveva incantato il Festival con “4/3/1943”, posizionandosi al terzo posto. Questa volta il brano, che era stato pensato per Gianni Morandi, non riesce a fare breccia e crolla all’ottavo posto. Quell’anno vincerà Nicola di Bari con “I giorni dell’arcobaleno”
 

1983 - Vacanze romane,  Matia Bazar
La canzone richiama con nostalgia i tempi passati di Roma e la voce di Antonella Ruggiero rende tutto più magico. La canzone si classificò quarta aggiudicandosi però il prestigioso Premio della Critica. Rimase in cima alla classifica delle vendite dei singoli italiani per più di quattro mesi.
 

1983 - Vita spericolata, Vasco Rossi
Dopo il 22mo posto l’anno precedente Vasco Rossi ci riprova con uno dei brani più iconici nella storia della musica. Prima che il brano finisca, Vasco lascia il palco facendo capire a tutti che sta cantando in playback. Se lui arriva penultimo ( 25ma su 26 canzoni), la canzone diventerà una delle più famose nella storia musicale italiana. Quell'anno vinse da Tiziana Rivale con "Sarà quel che sarà".
 

1985 – Donne, Zucchero
Un altro inno dedicato alle donne scritto da un uomo non riesce a far breccia nella classifica del Festival, che quell’anno vedrà anche l’esordio di un giovanissimo Luis Miguel con Ragazzi di oggi.La canzone di Zucchero arriva penultima, a vincere sono i Ricchi e Poveri con “Se m’innamoro”.
 

1987 - Quello che le donne non dicono, Fiorella Mannoia
Fiorella Mannoia  sale sul palco con un brano che è un inno alle donne ma scritto da due uomini: Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Vince il Premio della Critica, ma nella classifica ufficiale si posizionò soltanto ottava.
 

1988 - Andamento Lento, Tullio De Piscopo
C’è poco da dire, basta solo cantare «Vieni vieni con me» e parte il coro tutti lo seguono. La canzone diventa una hit, ma in classifica arriva solo al diciottesimo posto. A vincere è Massimo Ranieri con “Perdere l’amore”.
 

 
1989 - Cosa resterà degli anni ’80 – Raf
E’ l’inno in assoluto più amato dalla generazione X, ma quell’anno al Festival ci sono delle canzoni incredibili. A vincere sono Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò”, Raf arriverà solo quindicesimo
 

1989 - Almeno tu nell'universo, Mia Martini
Nello stesso anno di Raf sul palco sale anche Mia Martini, come una sorta di risarcimento dall'infame accusa di portare iella. Il brano non va oltre il nono posto, ma venne premiata con il riconoscimento della Critica e con un grande apprezzamento da parte del pubblico. E’ stato definito il brano del rilancio.
 

1997 - Confusa e felice, Carmen Consoli
E’ l’anno dello scandalo, a vincere ci sono i contestatissimi e sconosciuti Jalisse con Fiumi di parole. A condurre il Festival è Mike Bongiorno (alla sua undicesima ed ultima conduzione del festival, da cui mancava dal 1979) con Piero Chiambretti (vestito da angelo ed appeso ad un filo per quattro serate e da diavolo nella serata finale), e Valeria Marini. La «cantantessa» si presenta alla selezione della prima serata per far parte della categoria Campioni, ma viene sonoramente bocciata. Il resto è storia.
 
 
1997 - E dimmi che non vuoi morire, Patty Pravo
Tra gli autori della canzone di Patty Pravo ci sono Gaetano Curreri e Vasco rossi, è da subito la super favorita, ma qualcosa non va. Nonostante le proteste del pubblico in sala per la vittoria inaspettata dei Jalisse, Patty Pravo arriva ottava. Nello stesso anno c’è anche Nek con Laura non c’è che arriva settimo.
 

2000 - Tutti i mie sbagli, Subsonica
Quest'edizione fu presentata da Fabio Fazio, al suo secondo Festival consecutivo, affiancato dal tenore Luciano Pavarotti, Teo Teocoli e dalla modella ed attrice spagnola Inés Sastre. A vincere nella categoria Campioni fu la Piccola Orchestra Avion Travel con la canzone Sentimento, scavalcando Irene Grandi con “La tua ragazza sempre”. C’è però un gruppo emergente che arriva da Torino e che se all’Ariston si fermano solo all’undicesimo posto fuori spaccano e Tutti i miei sbagli diventa uno dei brani più iconici della band.
 

2018 – Così sbagliato, Le Vibrazioni
Sanremo è l’occasione per far riunire la band che si era sciolta nel 2012. Il gruppo è formato dal cantante e chitarrista Francesco Sarcina, il chitarrista e tastierista Stefano Verderi, il bassista Marco Castellani e il batterista Alessandro Deidda. A vincere il Festival condotto da Claudio Baglioni sono Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente, la band invece, si classifica all’undicesimo posto.
 

 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Gennaio 2020, 08:36
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