Fabri Fibra: «Macché rap violento, è descrizione della realtà»

Fabri Fibra: «Macché rap violento, è descrizione della realtà»

di Francesca Binfarè

Attivo nel mondo hip hop dalla metà degli anni ’90, Fabri Fibra (Fabrizio Tarducci) fa dischi da solista dal 2002. I suoi successi, compresi quelli del nuovo album Caos, li ha inseriti nella scaletta del suo prossimo concerto milanese: l’appuntamento live è domani sera al Carroponte (via Granelli 1, Sesto San Giovanni; ore 21, biglietti 39 euro), con il quarantaseienne Fibra, un microfono e un dj.

Niente musicisti?

«Questa è la formula originale del rap che voglio portare avanti. Vedo che il pubblico risponde alla grande, fin dalla prima data di Lugano. Non escludo però un domani di far suonare da una band il mio primo disco solista, Turbe giovanili. Sarebbe interessante dal punto di vista del suono».

La scaletta va dal suo primo album al più recente: ci saranno sorprese al Carroponte?

«Ogni live è magico e diverso dagli altri. Credo che suonare dal vivo sia la cosa più emozionante che mi sia capitata nella vita. Cerco di dare il massimo in ogni concerto per lasciare un bel ricordo».

Caos ha ottenuto ottimi risultati. Ha riflettuto su questo successo?

«Ho iniziato a lavorarci tre anni fa, curandolo dall’inizio alla fine: non c’è un direttore artistico, ho seguito tutto io. Credo abbia funzionato perché è un disco onesto e contemporaneo, e non è un cliché, cioè non segue lo stereotipo del rap americano. Per me è importante dare identità al rap italiano».

Com’è il suo rapporto con il pubblico di Milano?

«Vivo qui da più di 15 anni e qui ho proiettato le mie aspettative su questo progetto musicale e sul sogno di farcela e di lasciare un segno nella storia del rap italiano. Milano è stata la consacrazione: nel 2004, quando feci il secondo disco solista (Mr. Simpatia), questa città mi ha fatto capire che avrei potuto farcela. Ho cercato di restituirle quello che mi ha dato».

Il mondo del rap è sempre in movimento: nomi interessanti?

«Lazza, è stato settimane primo in classifica e se lo merita. So che Milano lo ascolta tantissimo, e sono fiero di averlo nel mio disco Caos».

Ultimamente il rap è stato associato alla violenza.

«Questo è un discorso un po’ superficiale: il rap parla della realtà e descrive i problemi delle periferie, e farlo non è facile. Il rap è una chance per i ragazzi di uscire da situazioni problematiche. Il suono di questo genere musicale a volte può sembrare violento perché fa forza sulle batterie e su sound cinematografici, ma descrive la realtà per come è».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Settembre 2022, 08:24
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