Covid, la ricerca olandese: «L'immunità può durare solo 6 mesi, così il virus reinfetta le persone ogni anno come il raffreddore»

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di Michele Galvani
Le persone che si sono riprese dal coronavirus potrebbero perdere la loro immunità alla malattia entro sei mesi: lo sostiene una nuova ricerca, proveniente dall'Olanda. «Questo virus potrebbe reinfettare le persone anno dopo anno, proprio come il comune raffreddore», avvisano gli scienziati. Secono lo studio, un paziente è stato colpito dalla malattia 17 volte, circa una volta ogni due anni. L'autrice del focus, la dottoressa Lia van der Hoek, dei Centri medici dell'Università di Amsterdam, ha dichiarato: «La durata dell'immunità protettiva contro il Covid potrebbe essere breve».

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Van der Hoek ha poi spiegato: «Potrebbe essere necessaria la cautela quando si fa affidamento su politiche che richiedono l'immunità a lungo termine, come la vaccinazione o l'infezione naturale per raggiungere l'immunità di gregge». I risultati riportati su Nature Medicine coincidono con quelli di un altro team del Regno Unito: si prevede che i paesi temperati affronteranno «ondate multiple di pandemia». Tutti e quattro i ceppi - noti come HCoV-NL63, HCoV-229E, HCoV-OC43 e HCoV-HKU1 - causano infezioni del tratto respiratorio. «Le caratteristiche condivise potrebbero essere rappresentative di tutti i coronavirus umani, incluso il Covid-19», hanno scritto i ricercatori.
 
I partecipanti al test erano tutti maschi adulti sani che vivevano ad Amsterdam. «I livelli di anticorpi che possono distruggere il virus hanno raggiunto il picco rapidamente dopo la comparsa dei sintomi». In particolare, hanno cercato aumenti degli anticorpi contro la proteina nucleocapside, che è abbondante nella proteina dei coronavirus. Un aumento è stato considerato «una nuova infezione». Van der Hoek ha concluso: «I tempi di reinfezione variavano tra sei mesi e quasi nove anni. Sono stati osservati frequentemente a 12 mesi dopo l'infezione iniziale». I campioni raccolti nei Paesi Bassi nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre hanno registrato il più basso tasso di infezioni per tutti e quattro i virus. «Ciò indica una maggiore frequenza di infezioni in inverno nei paesi temperati - ha aggiunto - la dottoressa - Covid-19 può condividere lo stesso schema dopo la pandemia. Re-infezioni si verificano frequentemente per tutti e quattro i coronavirus stagionali».
 
 

Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Settembre 2020, 13:44
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