Vaccino, Ue: ok più veloci e siti produttivi anche in Italia

Vaccino, Ue: ok più veloci e siti produttivi anche in Italia

di Gabriele Rosana

L'Europa corre ai ripari contro la diffusione delle mutazioni del virus e annuncia una corsia preferenziale per l'adeguamento dei vaccini anti-Covid alle nuove varianti. «Serve una risposta appropriata in termini di rapidità e di scala per contrastare i contagi: l'iter di autorizzazione sarà semplificato e velocizzato», conferma la Commissione europea, anticipando la proposta che sarà sul tavolo della riunione settimanale di domani. «Non si dovrà ricominciare l'intero processo da zero: quando si tratterà di adattare il vaccino per le varianti del virus, la procedura di approvazione sarà accelerata, pur mantenendo inalterati i livelli di sicurezza».

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I requisiti

È quanto succede già con i vaccini anti-influenzali, spiegano da Bruxelles: «L'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, sta già aggiornando i requisiti minimi necessari per le modifiche ai vaccini perché questi possano rimanere efficaci anche contro le mutazioni del coronavirus». Ma pure le case farmaceutiche dovranno fare la loro parte, ricordano dalla Commissione, «adattando i vaccini e fornendo all'Ema tutte le informazioni» necessarie a definire i parametri per l'approvazione degli aggiornamenti rispetto alle dosi già in circolazione.

Oltre alla diffusione delle varianti, tra cui le aggressive mutazioni inglese, brasiliana e sudafricana, a preoccupare Bruxelles c'è anche l'incremento del ritmo delle somministrazioni: «Stiamo facendo il possibile, insieme alle aziende, per aumentare la capacità di produzione in Europa dei vaccini già approvati dall'Ema» (Pfizer-BioNtech, Moderna e Oxford-AstraZeneca).

La produzione

Un proposito che potrebbe presto vedere anche l'Italia protagonista. Secondo fonti Ue, infatti, la Commissione avrebbe già avviato alcuni contatti con le autorità di vari Stati membri, tra cui l'Italia, per individuare impianti industriali da riconvertire alla produzione di vaccini anti-Covid. È l'obiettivo a cui lavora il commissario europeo al Mercato interno Thierry Breton, alla guida di una task force Ue dedicata al rafforzamento della capacità produttiva dei vaccini: non si tratta di costruire nuovi stabilimenti, «ma di usare quelli che già ci sono. Con tre farmaci autorizzati e altri che potranno esserlo presto, l'Europa punta a diventare nei prossimi 18 mesi il continente leader nella produzione», ha detto ieri mattina Breton, ospite dell'emittente francese Bfm-Tv, ricordando il target Ue del 70% degli adulti immunizzato entro settembre: «Dobbiamo fare in modo di poter vaccinare entro fine estate tutti coloro che lo vorranno».

Le forniture

Sulle forniture adeguate continua però il tira-e-molla tra Unione europea e AstraZeneca. Dopo le polemiche delle scorse settimane, sembrano ancora su un binario morto le trattative per evitare un taglio netto delle consegne previste nel primo trimestre dell'anno, in seguito ai ritardi nella produzione che si sono registrati negli stabilimenti di Belgio e Paesi Bassi. Come si apprende dalla Reuters, l'azienda anglo-svedese avrebbe tuttavia proposto a Bruxelles forniture dai siti che si trovano in India e negli Stati Uniti, senza però chiarire le eventuali tempistiche.
Ieri, intanto, il farmaco di AstraZeneca ha ricevuto il via libera d'emergenza da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità: un passaggio che apre la strada alla distribuzione di centinaia di milioni di dosi ai Paesi in via di sviluppo, finora lasciati ai margini della corsa ai vaccini, attraverso il meccanismo Covax che punta a una equa distribuzione su scala globale. Autorizzazione analoga era stata già data al prodotto di Pfizer il 31 dicembre.

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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Febbraio 2021, 07:56
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