Milano, educatori sul piede di guerra: «Prorogare le graduatorie». La lettera al sindaco Sala

Milano, educatori sul piede di guerra: «Prorogare le graduatorie». La lettera al sindaco Sala

Educatori ed educatrici sul piede di guerra a Milano. Tra un mese infatti, a settembre 2020, scadrà la graduatoria del Comune relativa al concorso a tempo indeterminato per Istruttore ed Servizi Educativi per i Nidi dell'infanzia: graduatoria che doveva scadere a settembre 2019 ma che era stata prorogata di un anno, mentre molti educatrici ed educatori continuano a prestare la loro attività lavorativa da precari (qualcuno con contratti a tempo determinato, altri come dipendenti di cooperativa).

Per questo alcune decine di educatori hanno scritto una lettera indirizzata al sindaco di Milano Beppe Sala, in cui chiedono chiarezza soprattutto dopo che, un mese fa, è emerso che la graduatoria non dovrebbe essere prorogata ancora. «Egregio Signor Sindaco, facciamo parte dei 260 Educatrici ed Educatori idonei al concorso a Tempo Indeterminato per Istruttore dei servizi Educativi per i Nidi dell’infanzia, presenti nella graduatoria del Comune di Milano attualmente in vigore», si legge nella lettera. «Gran parte di noi prestano già la propria attività lavorativa presso i Servizi all’Infanzia del Comune con contratti a tempo determinato, altri lavorano già, negli stessi Servizi, come dipendenti di Cooperativa».

«Le scriviamo per portare alla Sua attenzione la situazione che si è venuta a creare con il rischio di scadenza dei termini della graduatoria di cui facciamo parte. Nel 2016 siamo risultati idonei al concorso Tempo Indeterminato per Istruttore dei servizi Educativi per i Nidi dell’infanzia. Nel 2019 otteniamo la proroga della graduatoria, spostando la scadenza della stessa a settembre 2020. Nel luglio 2020 apprendiamo che la nostra graduatoria non verrà prorogata e che il Comune, per non restare senza personale per sostituzioni e eventuali assunzioni, sta bandendo un nuovo concorso Indeterminato», continua la missiva indirizzata a Sala.

«Il rischio è che il Governo, tramite la scadenza delle graduatorie in non tenga conto della professionalità e della formazione acquisita in questi anni, di quanto economicamente investito dal Nostro Ente per formarci e degli sforzi e dei sacrifici che come lavoratori abbiamo fatto fin ora, anche contribuendo in questi giorni difficili a sperimentare nei centri estivi nuove procedure in vista della riapertura di settembre. Non vogliamo essere numeri sulla carta, ma desideriamo che ci venga riconosciuto il percorso professionale che abbiamo intrapreso, non pretendiamo qualcosa che non ci spetta, ma chiediamo che le graduatorie in essere vengano prorogate, così da darci la possibilità di firmare quel contratto a tempo indeterminato per cui ci siamo impegnati con tanta dedizione».

Ciò che gli educatori sottolineano è da un lato il mancato rispetto della professionalità di persone che lavorano già, da precari, nel campo: dall'altra lo spreco di risorse di un eventuale nuovo concorso. «I Servizi all’infanzia del Comune di Milano meritano qualità, quella qualità che conosciamo e che la preparazione e formazione specifica che abbiamo ricevuto anche dall'Ente per cui lavoriamo ci fanno apprezzare ancora di più», scrivono nella lettera. «In un periodo di forte crisi sociale ed economica, inoltre, non possiamo accettare lo spreco di denaro pubblico che si rischierebbe nel bandire ed espletare un nuovo concorso, sia perché esiste già un contingente di 260 persone pronto e desideroso di continuare a svolgere una mansione tanto delicata e complessa, quanto gratificante e meravigliosa, sia perché le regole di distanziamento sociale renderebbero difficile l’attuazione dello stesso, facendone lievitare i costi (affitto locali e pagamento del personale delle commissioni d’esame), risorse che si potrebbero destinare per effettuare nuove assunzioni».

«Per questi motivi Le chiediamo aiuto per richiedere al Governo la proroga della graduatoria vigente e di tutte le altre graduatorie, anche in considerazione del fatto che situazioni analoghe potrebbero riguardare non solo il nostro specifico settore e la Città di Milano, ma anche altre città ed altri servizi a gestione diretta, finanziati con denaro pubblico su tutto il territorio nazionale - conclude la lettera - Siamo consapevoli che la Città stia affrontando una situazione emergenziale ma siamo qui a chiederLe di intervenire, nel modo che riterrà più opportuno, affinché non ci siano sprechi di risorse e affinché nessuno venga lasciato indietro».
Ultimo aggiornamento: Domenica 2 Agosto 2020, 14:17
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