Omicidio Civitanova, la madre di Ferlazzo: «Sono distrutta anche per la famiglia di Alika, ma mio figlio è malato»

"Mio figlio non è razzista, è bipolare"

Omicidio Civitanova, la madre di Ferlazzo: «Sono distrutta anche per la famiglia di Alika, ma mio figlio è malato»

di Redazione web

«Penso e ripenso che ora c'è un bambino rimasto senza padre a soli 8 anni e a una moglie rimasta senza marito. Sono distrutta come donna e come madre. Ma mi sconvolge anche l'idea che mio figlio Filippo rischia l'ergastolo. Lui non è razzista, è malato, è bipolare e io ho tutti i documenti medici che lo possono provarlo». A parlare è Ursula Loprete, 50 anni, madre di Filippo Claudio Ferlazzo, l'uomo che venerdì a Civitanova Marche ha ucciso a mani nude di botte un ambulante, Alika Ogorchukwu, dopo averlo colpito con una stampella nel centro della cittadina marchigiana e senza che nessuno dei tanti che hanno assisitito al folle omicidio sia intervenuto.

Alika ucciso a Civitanova, Ferlazzo resta in carcere: «Chiedo scusa, nessuna motivazione razziale» FOTO

La donna era diventata tutore del figlio

 

Ursula Loprete parla a "La Stampa": «Dopo il Tso che gli avevo imposto un anno fa pensavo non potesse essere più violento». In passato, la donna era stata nominata dal tribunale di Salerno tutore di Filippo per i suoi problemi di bipolarismo con comportamenti psicotici e disturbo borderline di personalità. Negli anni precedenti, il giovane era infatti stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e, dopo l’omicidio dell’ambulante, sarà richiesta una perizia psichiatrica dall’avvocato difensore Roberta Bizzarri.

Nigeriano ucciso, così è morto Alika: l'omicidio choc in 4 minuti. Ferlazzo chiede scusa. La polizia: «Razzismo non c'entra»

Il passato di Filippo Claudio Ferlazzo

Ferlazzo fino al 2016 aveva un'invalidità civile riconosciuta dell'80%, poi era diventata al 100% per un disturbo bipolare di soggetto con personalità borderline. Nel 2021 aveva cominciato un percorso in una comunità terapeutica di Lecce. Ad aprile si era recato per due volte al pronto soccorso di Civitanova Marche perché si sentiva male: avrebbe dovuto iniziare un percorso farmacologico, ma il 32enne non si è mai presentato all'appuntamento. Era invece rientrato a Salerno per poi tornare in un secondo momento a Civitanova dove conviveva con la compagna e dove, da circa un mese, aveva trovato lavoro come operaio in fonderia.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Agosto 2022, 15:11
© RIPRODUZIONE RISERVATA