Minori adescati online, l'investigatore della Polizia Postale: «Bisogna controllare la lista dei contatti dei nostri figli»
di Mario Fabbroni

Minori adescati online, l'investigatore della Polizia Postale: «Bisogna controllare la lista dei contatti dei nostri figli»

Marcello La Bella, primo dirigente della Polizia Postale in servizio presso a Catania: come si fa a contrastare il fenomeno dell'adescamento online?
«Innanzitutto suggerisco di scaricare sugli smartphone la App YouPol, con cui si possono effettuare segnalazioni anonime su determinati fenomeni, invitando quindi le forze di Polizia ad indagare».
Uno strumento utile sia per gli adolescenti che per gli adulti?
«Assolutamente sì. Lo reputo un fondamentale strumento di indagine e di rapporto immediato con i cittadini».
Poi quale altro consiglio si può dare?
«Quello di controllare i nostri figli. Vale per i genitori, che hanno l'obbligo di tutela dei minori, ma anche per gli insegnanti a scuola».
Come tenere davvero sotto controllo i cellulari dei ragazzini?
«Il primo passo è far capire ai genitori che regalare lo smartphone a un bambino di 8-10 anni non è come dargli un giocattolo. Lo smartphone è la finestra sul mondo, oramai lo posseggono 8 infra adolescenti su 10».
La regola numero uno?
«Far capire che i profili in Rete spesso non solo veritieri. Va verificata la lista dei contatti dei ragazzini che, spesso, su WhatsApp si ritrovano in gruppi con gente del tutto sconosciuta».
Quindi bisogna insegnare a diffidare?
«Esatto. La Rete non è affatto un mondo virtuale. É la realtà».

mario.fabbroni@leggo.it
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Martedì 18 Giugno 2019, 05:01
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