Il commissario Arcuri: «Io supereroe? Non faccio troppe cose. Da gennaio via alle vaccinazioni anti-Covid»

Il commissario Arcuri: «Io supereroe? Non faccio troppe cose. Da gennaio via alle vaccinazioni anti-Covid»

Il commissario straordinario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri, ospite questa mattina ad Agorà su Rai3, ha parlato della scuola, dei vaccini e del suo ruolo, rispondendo al sarcasmo di chi lo ha ribattezzato come 'supereroe': «Da otto mesi faccio il mestiere complicato del commissario e vorrei sfatare la leggenda per cui io faccia troppe cose. In realtà tutte le attività che mi vengono richieste hanno a che fare con l'emergenza. Lavoro coordinando decine di persone che da marzo si occupano di questa tragedia che attraversa il mondo», ha detto Arcuri.

 

 

 

 

SUI VACCINI «Abbiamo almeno 5 vaccini arrivati alla fine della sperimentazione, stiamo aspettando che l'ente di certificazione europeo ammetta la loro immissione in commercio, stiamo preparando la rete di distribuzione, conservazione e somministrazione. Se l'Ema e Aifa autorizzeranno l'immissione in commercio, nell'ultima decade di gennaio partiremo con le prime somministrazioni agli italiani», ha aggiunto parlando del vaccino. «Il Ministro della Salute la prossima settimana presenterà in Parlamento il piano strategico per la più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi, il Parlamento lo discuterà e ove lo approvi. partiremo con le prime categorie». «L'Esercito è al nostro fianco dall'inizio dell'emergenza e ci affiancherà anche in questa complessa operazione - aggiunge -Il numero massimo di persone che si somministrerà il vaccino aiuterà la sostanziale scomparsa della contagiosità, è un fatto matematico».

 

 

SULLA SCUOLA «Tenere chiuse le scuole è un dolore per una comunità contemporanea e tenere insieme scuola, lavoro e salute è il faro lungo il quale ci siamo mossi e dobbiamo continuare a muoverci», ha aggiunto Arcuri. «Abbiamo iniziato a distribuire i test antigenici, ne abbiamo comprati tantissimi e già due milioni sono stati distribuiti alle Regioni nelle scorse settimane. Per quanto riguarda la riapertura con tempi stretti - aggiunge - non credo ci sia un'insormontabile vincolo organizzativo: bisogna mettere a sistema i trasporti, la scuola ma soprattutto la responsabilità delle persone. Il virus, me ne sto convincendo, non esce dalla scuola ma è entrato nella scuola. L'eccesso di mobilità e la normale volitività dei giovani deve essere il più possibile contenuta». 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre 2020, 10:51
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