Governo, Renzi non bluffa e ritira le ministre: «Non c'è solo Conte». Ma il Premier congela le dimissioni e ci riprova
di Alessandra Severini

Governo, Renzi non bluffa e ritira le ministre: «Non c'è solo Conte». Ma il Premier congela le dimissioni e ci riprova

La proposta di un patto di legislatura, fatta dal premier Conte tornato a più miti consigli dopo un colloquio al Quirinale, non è bastata a Matteo Renzi che ha aperto la crisi di governo ritirando la delegazione di Italia viva dall’Esecutivo. 

 


LA CRISI. Dimissioni per le ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti e per il sottosegretario Ivan Scalfarotto e parole di fuoco verso il premier: «La crisi è aperta da mesi e non da noi - ha detto il leader di Iv - Conte ha creato un vulnus alle regole della democrazia». 

 


GUIDA DIVERSA. Renzi ha escluso il voto e governi con il centrodestra ma ha fatto capire abbastanza chiaramente che l’obiettivo sia quello di un nuovo presidente del consiglio. «Non abbiamo pregiudiziali su Conte ma non esiste un solo nome per Palazzo Chigi».


LE CONTROMOSSE. Nel Consiglio dei ministri di ieri sera, Conte ha accettato le dimissioni delle ministre renziane: «Iv si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato - ha detto -. Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili». Tutte le ipotesi comunque restano aperte: un Conte ter, la sopravvivenza del Conte bis con una nuova maggioranza, un governo sostenuto da questa maggioranza ma con un nuovo premier. O (difficilmente) elezioni.


IL QUIRINALE. Ma l’obiettivo non detto di Matteo Renzi sembra proprio Giuseppe Conte tanto che c’è chi dice che Renzi sarebbe disposto ad appoggiare un governo a guida Pd. «Si va avanti con Giuseppe Conte», scrive su twitter il capodelegazione M5s Alfonso Bonafede, Di Maio, a quanto si apprende, è fortemente preoccupato. «Chi attacca il Presidente del Consiglio attacca l’intero governo», cinguetta il ministro Dario Franceschini. E Speranza dichiara il suo sostegno convinto a Conte. In attesa, preoccupato e deluso, è il presidente Mattarella, consapevole che in un momento drammatico il Paese necessita di una maggioranza coesa.


GLI AIUTI. Per finanziare i nuovi aiuti, la road map prevede infatti la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio da circa 24-25 miliardi che dovrà essere approvato dalle Camere e successivamente il varo del quinto decreto Ristori. 

 

I DEM. Il segretario dem Nicola Zingaretti ha convocato per oggi l’ufficio politico del Pd: «Conte aveva assicurato la disponibilità per un patto legislatura e questo rende la scelta di Italia viva ancora più incomprensibile – dice - Un errore gravissimo contro l’Italia. Ora è a rischio tutto, dagli investimenti nel digitale alla sanità».


I PENTASTELLATI. I 5Stelle si schierano a fianco del premier anche perchè temono la nascita di un nuovo governo in cui sarebbero fortemente ridimensionati. «Credo che nessuno abbia compreso le ragioni della scelta» di Renzi - scrive su Facebook il capo politico del M5s, Vito Crimi -. Il Movimento 5Stelle continuerà ad assicurare la stabilità che serve adesso all’Italia per affrontare la grave crisi che stiamo vivendo ed uscirne al più presto».


L'OPPOSIZIONE. Il centrodestra, che si è riunito per individuare una linea unitaria, attacca e non lascia spazio al dialogo ribadendo l’assoluta «indisponibilità a sostenere governi di sinistra». Al Presidente del Consiglio chiede di «prendere atto della crisi e di dimettersi immediatamente o, diversamente, di presentarsi oggi stesso in Parlamento per chiedere un voto di fiducia». E se la fiducia non ci sarà, i tre maggiori partiti della coalizione ribadiscono che la “via maestra” è quella del voto.


Matteo Salvini chiede elezioni in primavera «come gli altri paesi europei». Gli fa eco il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Governo allo sfascio. L’Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito». Si appella al Capo dello Stato Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia che chiede di risolvere la crisi al più presto: «Con 600 morti al giorno e centinaia di migliaia di imprese che rischiano di chiudere, non c’è tempo da perdere».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Gennaio 2021, 12:18
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