Astrazeneca, ultimatum dall'Europa per le consegne: ma l'azienda non risponde. E in Cina il vaccino è poco efficace
di Simone Pierini

Astrazeneca, ultimatum dall'Europa per le consegne: ma l'azienda non risponde. E in Cina il vaccino è poco efficace

Un ultimatum che non ha ancora trovato risposta. Il braccio di ferro tra l’Europa e Astrazeneca va avanti, e non riguarda le recenti modifiche alle linee guida che hanno stabilito - almeno per l’Italia - la somministrazione agli over 60. Il problema centrale restano le forniture. Se Pfizer e Moderna hanno mantenuto gli impegni consegnando tutte le dosi previste per il primo trimestre, l’azienda anglo-svedese continua a non rispettare i tempi e le quantità stabile dagli accordi. Il 19 marzo scorso è partita una lettera da Bruxelles in cui la Commissione Europea ha chiesto ad Astrazeneca di rispettare i propri impegni contrattuali con l'Europa entro «un periodo di 20 giorni», termine scaduto l'8 aprile.

 

Leggi anche > Pfizer, Moderna, AstraZeneca: tempi e modalità della seconda dose, tutto ciò che c'è da sapere

 

Il testo elenca una lunga lista di elementi che hanno portato l'esecutivo comunitario «alla conclusione che Astrazenca non ha rispettato, e continua a non rispettare, i suoi obblighi contrattuali di produzione e consegna» delle 300 milioni di dosi iniziali per l’Ue chiedendo «di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali». Secondo quanto affermato da un portavoce della Commissione la lettera non avrebbe ancora prodotto una risposta da parte dell’azienda anglo-svedese con la quale - tuttavia - resta comunque «in contatto per assicurare la tempestiva consegna di un numero sufficiente di dosi».

 

Secondo quanto ha assicurato Matthew Kent, direttore delle relazioni con i media, Astrazeneca ha «risposto alla Commissione europea entro i tempi richiesti dal meccanismo di risoluzione delle controversie e la settimana scorsa il nostro team ha avuto un incontro molto collaborativo con la Commissione». La precisazione arriva dopo che un portavoce di turno della Commissione europea Johannes Bahrke ha affermato che la lettera di diffida inviata da Bruxelles alla casa farmaceutica per chiedere il rispetto dei tempi di consegna fosse rimasta senza risposta.

 

In Cina vaccino poco efficace

Cattive notizie invece dalla Cina dove i vaccini prodotti nel Paese sono risultati relativamente poco efficaci costringendo Pechino a valutare l'ipotesi di un mix con i vaccini a mRna, realizzati con la tecnologia che caratterizza i farmaci di Pfizer o Moderna. Gao Fu, numero uno del Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie, ha ammesso che il Paese sta esaminando due opzioni «per risolvere il problema legato all'efficacia non elevata dei suoi attuali vaccini». Un'ipotesi prevede una modifica dell'intervallo di somministrazione tra la prima e la seconda dose o l'aumento del numero di dosi. L'altro piano che viene preso in considerazione prevede invece l'utilizzo di vaccini realizzati con tecnologie differenti.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Aprile 2021, 08:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA