Ravanusa, crolla una palazzina: tre morti e sei dispersi. Due donne estratte vive dalle macerie. Il sopravvissuto: «Sembrava una bomba atomica»

Ravanusa, crolla una palazzina: tre morti e sei dispersi. Due donne estratte vive dalle macerie. Il sopravvissuto: «Sembrava una bomba atomica»

L'esplosione forse causata dallo scoppio di una bombola o dalla rottura di un tubo del metano. Crollata una palazzina, danni ingenti anche agli edifici vicini

Un'esplosione ha causato il crollo di almeno tre palazzine a Ravanusa (Agrigento). E, con il passare delle ore, si aggrava il bilancio di questa tragedia: tre morti e sei dispersi. A confermalo è la protezione Civile: «Sono sei i dispersi e tre le vittime accertate fino a questo momento a Ravanusa. A dirlo è Elisa Vaccaro, capo di gabinetto della Prefettura di Agrigento. «Sono undici le persone colpite dal crollo - dice - due le persone recuperate, entrambe donne». Dei sei dispersi quattro abitavano in una delle palazzine crollate e due erano in visita.

 

I vigili del fuoco, dopo l'uomo trovato nella notte, e recuperato il corpo di una donna all'alba, hanno estratto un terzo corpo senza vita dalle macerie. Si tratta di una donna. Sale quindi a tre il bilancio delle vittime della tragedia della provincia di Agrigente. Al momento ci sarebbero ancora sei dispersi, mentre altre due donne sono state estratte vive dalle macerie tra cui una donna incinta che avrebbe dovuto partorire mercoledì. Si continua a cercare disperatamente sotto le macerie gli altri dispersi. Tra quest'ultimi non ci sono bambini, come conferma il sindaco Carmelo D'Angelo.Sono state accertate le vittime dell'esplosione di Ravanusa sono Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori.

 

La testimonianza: «Sembrava una bomba atomica»

 

È stato spaventoso. Sembrava una bomba atomica, abbiamo anche pensato che un aereo fosse caduto qui vicino. Siamo vivi per miracolo». Lo ha detto Calogero Bonanno, un docente che vive a Palermo e che ieri sera si trovava a casa dei suoceri a Ravanusa, in via Trilussa. «Mia moglie stava allattando la bimba di 4 mesi quando abbiamo sentito lo scoppio e abbiamo pensato che l'edificio si fosse spostato - ha raccontato l'uomo tra le lacrime - subito con gli altri due miei figli, di 5 e 11 anni, siamo scesi per strada. C'erano vetri e fiamme ovunque. Tutti gli infissi scoppiati. Non capivamo se ci fosse stato il terremoto. La paura è stata tanta.
Siamo davvero vivi solo per miracolo», ha concluso.

 

Curcio in viaggio verso Ravanusa

 

Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Guido Parisi, sono in viaggio verso Ravanusa, dove un'esplosione avvenuta ieri sera ha provocato vittime e dispersi. Curcio e Parisi dovrebbero arrivare sul luogo dell'esplosione in mattinata, per fare un punto con i soccorritori sulle attività in corso. Sono circa 50 i Vigili del Fuoco che hanno lavorato tutta la notte nella zona del crolli causati dall'esplosione. Nelle difficili operazioni di soccorso sono impegnate anche squadre Usar (Urban Search And Rescue) e unità cinofile.

 

I motivi dell'esplosione: grossa sacca di gas

Una fuga di gas che ha saturato il sottosuolo poi una deflagrazione le cui cause non sono state ancora accertate: sarebbe questa la dinamica della violentissima esplosione che a Ravanusa ha distrutto 6 palazzine e travolto 11 persone, 10 delle quali sono ancora disperse. Una sola donna finora è stata estratta viva dalle macerie. Sul posto operano 250 uomini tra vigili del fuoco, protezione civile e forze dell'ordine. «C'è stato un grosso accumulo di gas - spiega un responsabile della Protezione Civile- anche se l'Italgas sostiene che solo pochi giorni fa sono stati fatti controlli e non è stata accertata alcuna perdita». L'impianto della zona ha almeno dieci anni e l'area è soggetta a frane e smottamenti. «Non è ancora possibile risalire alle cause che hanno innescato l'esplosione», spiegano dalla Protezione Civile.

 

Prima vittima: estratto un corpo senza vita dalle macerie

Un corpo senza vita è stato estratto dalle macerie di una delle palazzine crollate in seguito all'esplosione determinata da una fuga di gas a Ravanusa, nell'Agrigentino. I dispersi ora sarebbero 8. Sette dello stesso nucleo familiare sono stati sorpresi dall'esplosione mette si trovavano nella stessa palazzina, due che si trovavano in un'altra abitazione. 

 

Due donne estratte vive dalle macerie nella notte

Nella notte le squadre di salvataggio hanno estratto dalle macerie e portato via in barella dai soccorritori una donna di 80 anni. Il nipote della donna ha detto «Insieme a mia zia c'erano altri parenti, altri zii che si trovavano in un altro appartamento. Al momento vedo solo lei. Degli altri non abbiamo ancora nessuna notizia». 

Una seconda donna, intorno alle 5 del mattino, è stata recuperata in vita dai vigili del fuoco tra le macerie delle palazzine crollate ieri sera a Ravanusa, nell'Agrigentino

 

INESTITA AREA DI 10MILA METRI QUADRATI

Quattro palazzine crollate e tre sventrate, un'area di 10mila metri quadrati investita da una deflagrazione fortissima: così Salvatore Cocina, direttore della protezione Civile regionale, descrive i danni provocati dall'esplosione causata da una fuga di gas che ha già fatto tre vittime certe a Ravanusa. Ancora sei i dispersi, due le donne estratte vive dalle macerie. «'Sicuramente c'è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa. - ha spiegato - La forza dell'esplosione, forse innescata dall'avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas, ma è ancora troppo presto per dirlo»

Ravanusa, si cercano i dispersi. 

L'esplosione ha causato il crollo di almeno tre palazzine. L'esplosione è avvenuta intorno alle 20.30 e fino a oltre le 23 i vigili del fuoco hanno dovuto domare le fiamme sviluppatesi dopo il boato. Nel crollo delle palazzine in via Trilussa a Ravanusa (Agrigento).


A Ravanusa sul luogo dell'esplosione di un tubo del metanodotto cittadino che ha provocato il crollo di diverse palazzine, oltre ai vigili del fuoco di Palermo, stanno arrivando squadre Usar (ricerca sotto le macerie) da Messina e Catania.

 

Ravanusa, la protezione civile: «Sembra Beirut»

«Sembra Beirut. Le immagini che ci arrivano da Ravanusa con vetri rotti, detriti a terra e macerie, calcinacci scagliati a decine di metri dal luogo dell'esplosione». A dirlo all'Adnkronos è Salvo Cocina, il capo del dipartimento regionale della Protezione Civile, che si sta recando a Ravanusa, nell'Agrigentino, dove sarebbero almeno 12, tra cui una donna incinta e alcuni bambini, i dispersi nel crollo di una palazzina. Sul posto oltre ai vigili del fuoco e alle squadre specializzate Usar nella ricerca di dispersi e ai cinofili, anche decine di volontari. Già arrivate le torri faro e le ambulanze. «Siamo pronti a cercare tra le macerie non appena l'area sarà messa in sicurezza», dice ancora Cocina. Sul posto anche 22 volontari della Croce Rossa, oltre all'unità di Ravanusa, arrivati da Licata, Palma di Montechiaro e Canicattì.
All'alba di domani arriverà a Ravanusa una squadra investigativa speciale dei Vigili del fuoco per un sopralluogo nella zona dell'esplosione. Le fiamme sono state spente ma ci sono ancora sacche di gas e non è possibile operare in sicurezza sulle macerie, come ha detto all'Adnkronos il capo della Protezione civile Salvo Cocina.

 

LA DISPERAZIONE DEL SINDACO

«Una grande tragedia ha colpito il mio paese. Le palazzine interessate dai crolli sono più di tre e i dispersi dovrebbero essere almeno nove. Da qualche minuto abbiamo avuto la notizia di una signora che si è fatta sentire dai vigili del fuoco. Speriamo di trovare anche altre persone vive». A dirlo a Rainews 24 è stato il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo, aggiungendo: «C'è un problema di una fuga di gas che non siamo riusciti ancora a fermare». Decine gli sfollati, che sono stati accolti in strutture messe a disposizione dall'Amministrazione comunale. «C'è una grande collaborazione anche dai paesi vicini, i soccorsi sono arrivati anche dalle altre province», ha aggiunto, invitando i propri concittadini «a stare lontani da questa zona per non disturbare il lavoro dei soccorritori»

 

Ravanusa, il procuratore: «Ora i soccorsi, poi le indagini»

«Questo è il momento dei soccorsi. Domattina, quando interverrà la squadra speciale dei vigili del fuoco da Palermo, interverrà anche la Procura. Al momento abbiamo notizie di dispersi, dobbiamo aspettare e capire». Lo ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio in merito all'esplosione che ha devastato via Trilussa a Ravanusa. La procura di Agrigento è competente per l'inchiesta sull'esplosione che ha distrutto edifici e dove 12 persone sarebbero disperse.

 

Ravanusa, l'esplosione forse causata da un guasto al metanodotto

Subito dopo il crollo, era stata avanzata l'ipotesi che l'esplosione potesse essere stata causata dallo scoppio di una bombola. Successivamente, ha preso corpo un'altra ipotesi: quella di un guasto alle tubature del metanodotto cittadino. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell'Italgas, per mettere in sicurezza la rete. La protezione civile regionale dice che le fiamme, sprigionate dopo l'esplosione in via Trilussa a Ravanusa sono state spente ma «sacche di gas della rete cittadina impediscono l'accesso in sicurezza sulle macerie». 

 

Ravanusa, il sindaco: «Un disastro, ci serve aiuto»

Il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo ha lanciato un appello subito dopo il crollo della palazzina: «Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. E' un disastro». I fabbricati distrutti o danneggiati dallo scoppio del metanodotto cittadino si trovano tra le vie della Pace, Galilei, Trilussa e Nuoro.

 

 

Ravanusa, in arrivo da Palermo vigili del fuoco e unità cinofile

Due squadre movimento terra, una dell'unità cinofila, una squadra che lavora con i droni ed esperti nelle ricerche sotto le macerie dei vigili del fuoco di Palermo sono partite per raggiungere Ravanusa, dove in seguito all'esplosione di un tubo del metanodotto è crollata una palazzina e tre sono rimaste danneggiate. Nel disastro risultano disperse 12 persone.

 

 

 

Tutto è iniziato con un forte boato che ha squarciato il silenzio di un normale sabato sera a Ravanusa. Poi - chi si è affacciato alle finestre - ha visto le fiamme, altissime, e il crollo di una palazzina in via Galilei. I frammenti della casa sono stati scagliati a diversi metri di distanza dal luogo del dramma.

 

L'APPELLO DEL SINDACO CARMELO D'ANGELO

 

Il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo ha lanciato un appello: «Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. È un disastro». In via Galileo Galilei stanno arrivando in tanti per portare aiuto e cercare di salvare chi è rimasto sotto le macerie.

E infatti numerose squadre di volontari della Protezione Civile, dei vigili del fuoco e della Croce Rossa, provenienti da diversi comuni dell'agrigentino, si stanno recando a Ravanusa. I soccorritori sono impegnati nelle ricerche di alcuni dispersi che non sono ancora stati rintracciati. In particolare hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco di Ravanusa Carmelo D'Angelo, che ha chiesto l'intervento di uomini e mezzi, i sindaci di Licata, Palma di Montechiaro e Naro.

 

RAVANUSA: IL VIDEO DELL'INCENDIO

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Dicembre 2021, 12:52
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