«Via Green pass, mascherine e smart working»: Boris Johnson revoca le misure anti Covid

Il premier britannico, in crollo nei sondaggi, cerca di recuperare il favore degli elettori e dei rappresentanti

Video

Boris Johnson, più per cercare di risalire nei sondaggi che per una reale misura sanitaria, annuncia un allentamento delle restrizioni contro il Covid. In Gran Bretagna, da domani, addio al green pass, alle mascherine e allo smart working.

 

Leggi anche > Regina Elisabetta, l'ex chef reale rivela: «Ecco quanto mangia e come»

 

Dopo il question time alla Camera dei Comuni, il premier britannico ha annunciato l'intenzione di revocare misure come il 'mini' green pass, le mascherine obbligatorie ovunque e lo smart working. Tutte mosse stabilite nel cosiddetto 'piano B' per fronteggiare l'aumento dei contagi causato dalla variante Omicron. Boris Johnson ha citato un calo di contagi grazie al record di terze dosi booster dei vaccini; ma la mossa appare anche un modo per accattivarsi la pancia del gruppo Tory da parte del premier, minacciato da un voto di sfiducia interno al partito sulla sua leadership in seguito allo scandalo Partygate.

 

L'ondata di Omicron si è indebolita? Infettivologi prudenti: «È ancora presto»

 

Johnson ha evocato «il ritorno al piano A», sostenendo che l'emergenza Covid sta «entrando in una fase endemica» nel Regno Unito dopo oltre un anno e mezzo di pandemia e richiamandosi alla valutazione di consulenti scientifici secondo cui il Paese appare aver superato «il picco» dei contagi Omicron a livello nazionale. La revoca delle restrizione arriva prima della scadenza fissata del 26 gennaio, e ha indotto il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer a chiedere al premier a rendere pubblici il parere scientifico evocato a sostegno dell'accelerazione, per sgomberare il campo dal sospetto che si tratti di una manovra mirante a «salvare» la poltrona del premier prima che «a garantire la sicurezza» dei cittadini britannici. Ma il capo del governo ha rivendicato questa decisione come frutto delle politiche del suo gabinetto, che - pur «non senza errori», condivisi a suo dire con chiunque nel mondo abbia dovuto affrontare la più grave emergenza sanitaria globale da decenni - ha difeso complessivamente come «giuste» sulle questioni fondamentali della pandemia.

 

Al riguardo, Johnson ha insistito sul livello record «in Europa» fatto registrare dal Regno nella somministrazione delle terze dosi booster del vaccino, offerte già a oltre il 60% degli over 12 e a «oltre il 90%» degli ultrasessantenni. Ma anche sulla scelta d'imporre un livello limitato di restrizioni contro la variante Omicron, rispetto «ad altri Paesi europei», cosa che nelle sue parole ha consentito all'isola di tornare sopra i livelli di Pil pre Covid, di far segnare il tasso di crescita economica «più alto del G7» in questi mesi e di risalire a massimi storici dei tassi occupazionali, in particolare «dell'occupazione giovanile». Nello stesso tempo BoJo ha avvertito che serve ancora «cautela», che le regole su isolamento e test rimarranno per ora in vigore in Inghilterra, non senza riconoscere «la pressione» che tuttora gli ospedali devono sopportare. Notando tuttavia «una stabilizzazione dei ricoveri» negli ultimi giorni, un loro calo a Londra e una diminuzione generalizzata delle ammissioni nelle terapie intensive.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Gennaio 2022, 10:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA