L'ondata di Omicron si è indebolita? Infettivologi prudenti: «È ancora presto»

L'ondata di Omicron si è indebolita? Infettivologi prudenti: «È ancora presto»

«Siamo prudenti» nel dire che l'ondata di Omicron si è indebolita. «La situazione epidemiologica è ancora fluida e oscilla molto a livello territoriale. Prima di dire che ne siamo fuori dobbiamo aspettare ancora un pò di giorni, quando aumenterà ancora la quota di vaccinati e di persone guarite». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all'Università Sapienza di Roma.

 

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«È vero che Omicron nei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale ha una quadro clinico lieve - ricorda - ma se colpisce i fragili che magari non hanno fatto il booster può essere più insidiosa. Il virus circola ancora tanto, in più stiamo vedendo persone ricoverate che sono positive, ma non hanno la malattia. Sono ospedalizzati che devono operarsi per altri problemi, ma sono asintomatici. Questo tipo di casi ci crea dei problemi a livello organizzativo - sottolinea l'esperto - perché abbiamo la necessità di avere aree per positivi con malattia e aree per chi è positivo, ma ricoverato per altre situazioni cliniche».

 

Gismondo: «Non guardiamo solo dentro il cortile di casa»

 

«Non possiamo guardare solo dentro il cortile di casa. Il termine pandemia indica una diffusione mondiale del virus» Sars-CoV-2 e questa diffusione a livello globale «è ancora in atto», l'opinione della microbiologa Maria Rita Gismondo, secondo cui «è prematuro dire che siamo vicini alla fine della pandemia» di Covid-19, come è stato affermato in queste ore relativamente alla situazione epidemiologica dell'Inghilterra.

 

La direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano si conferma comunque ottimista: «Credo e spero che il virus non ci riserverà sorprese», dice all'Adnkronos Salute. «Potremo esprimerci meglio fra una o 2 settimane». Ma in ogni caso, anche se i dati ci conforteranno, «ciò non vuol dire la scomparsa del virus, né dei malati - precisa - Significa che andiamo verso un'endemia sopportabile». Una convivenza con il coronavirus.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Gennaio 2022, 10:41
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