Sabina misteriosa: dal castello fantasma di Rocchettine fino all'Abbazia di Vescovio
di Maria Serena Patriarca

Sabina misteriosa: dal castello fantasma di Rocchettine fino all'Abbazia di Vescovio

Atmosfere alla Excalibur in piena Sabina. Nel comune di Torri di Sabina, quasi al confine con l’Umbria, sorge maestoso il Castello di Guidone, del 1290, quasi a custodia dell’antico borgo “fantasma” di Rocchettine. Un itinerario decisamente poco turistico, ideale per chi ama la natura e il mistero. Rocchettine e il vicino borgo seicentesco di Rocchette sono da molti equiparate a una sorta di “fortezze gemelle” che affacciano sulla gola del fiume Laia, in una zona ricca di boschi, pascoli e alture.

 

L’origine delle due costruzioni risale al XIII secolo e all’inizio appartennero al vescovo della Sabina, mentre sul finire del XVI secolo furono occupate dalla famiglia Savelli. Successivamente divenute feudo degli Orsini, nel 1728 passarono alla Camera Apostolica e da centro fortificato si trasformarono sempre di più in centro rurale. Il Castello di Rocchettine, o Castello di Guidone, con le sue possenti mura di cinta e le torri racchiude al suo interno una vera e propria “città fantasma”, da percorrere con cautela nei tortuosi sentieri, perché alcuni edifici potrebbero essere pericolanti.

Della Chiesa di San Lorenzo, del XVI secolo, restano alcuni stucchi e decorazioni interne con motivi angelici, ma ormai i ruderi di quello che doveva essere il borgo abitato, intorno alla chiesa stessa, si fondono con gli alberi e le felci e custodiscono ancora i segreti del tempo passato. Le due fortezze di Rocchettine e Rocchette (il cui delizioso borgo è, invece, abitato) hanno origine medievale ma ancora oggi se ne ignorano i veri fondatori: si chiamavano Rocca Guidonesca (Rocchettine) e Rocca Bertalda (Rocchette). Le fortezze, scenario inoltre di varie sequenze della fiction tv “Il Nome della Rosa”, erano state certamente edificate per controllare dall’alto la via che collegava Rieti con la valle del Tevere.

Un sentiero nel bosco collega il borgo di Rocchette, che sembra quasi un villaggio alpino con il suo campanile che svetta sulla cima, al Castello fantasma di Rocchettine: questo è il percorso che ogni anno, il 10 agosto (San Lorenzo) gli abitanti del borgo percorrono in processione per arrivare in pellegrinaggio alla Chiesa di San Lorenzo, appunto. Dopo la visita di Rocchettine e Rocchette si può proseguire in direzione di Roma e fare tappa alla bellissima abbazia romanica di Santa Maria della Lode, a Vescovio: un’oasi di arte religiosa dove ammirare alcuni fra i più belli affreschi sacri (del Duecento e del Trecento) del Lazio, dedicati all’Antico e al Nuovo Testamento. L’Abbazia, che risale all’VIII secolo, è nota anche come la “Cattedrale” della Sabina e sorge vicino ai resti dell’antica città romana di Forum Novum, risalente al II secolo a.C.. All’interno dell’Abbazia di Vescovio si può visitare, meglio se con l’ausilio di una torcia, la suggestiva Cripta del XI secolo, in cui si entra attraverso due porte ai lati del presbiterio.


Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Febbraio 2021, 11:53
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