Quando il web diventa tossico

Quando il web diventa tossico

di Maddalena Messeri

A quasi 15 anni dalla diffusione dei primi social network, la scienza continua ad interrogarsi su benefici e danni per il cittadino online: il sogno di un globo interconnesso si è trasformato presto in un cyber-villaggio pieno sia di opportunità che di insidie. Il report di W.A.S. 2022 censisce 4.6 miliardi utenti social, il 58.4% della popolazione mondiale, con una crescita del 10% annua, ma davvero tutti abbiamo gli strumenti per capire cosa sul web sia giusto e cosa sbagliato, cosa vero e cosa falso? La risposta è no, e arriva dalla ricerca scientifica pubblicata su nature.com: il contagio emotivo dei social influenza soprattutto i più giovani, portando nei casi più gravi anche ad autolesionismo e al suicidio. Prende forma l'era digitale della vulnerabilità, per descrivere gli effetti tossici che le piattaforme social provocano sulla salute mentale dei giovani, stimolando il rilascio di dopamina che funge da neurotrasmettitore e che crea una dipendenza continua commenta Angelo Alù, PhD e attivista per i diritti digitali. Dunque il web, per rimanere uno spazio da surfare liberamente, avrebbe bisogno di regole maggiori per la tutela dei più fragili. La politica, unica in grado di arginare il fenomeno, più che a trovare una soluzione è soprattutto impegnata a postare, in una guerra elettorale a colpi di Facebook, Instagram, Twitter e TikTok. Per una - ipotetica - risposta citofonare dopo il 25 settembre.

@maddai_
 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Settembre 2022, 08:45
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