“Affetto”, il robot con le stesse espressioni facciali di un bambino
di Paolo Travisi

“Affetto”, il robot con le stesse espressioni facciali di un bambino

Se la sfida tecnologica dei prossimi anni è realizzare dei robot con utilità nelle attività umane, non solo professionali ma anche domestiche. il sogno, di chi lavora in questo settore hi-tech, è che i robot assomiglino il più possibile a noi umani. E' un modo per renderli familiari, e non spaventarci. Nell'impresa sono riusciti tre ricercatori giapponesi che hanno creato un androide col volto di un bambino, talmente simile da riprodurne le espressioni facciali collegate alle emozioni.

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“Affetto”
è il nome scelto dai tre scienziati che hanno osservato il viso umano per lungo tempo, studiandone i lineamenti e calcolando come si modifica la simmetria facciale in base a quello che si prova. Ma sarebbe meglio parlare di asimmetria, perché è questa condizione che rende il volto di un robot più realistico. 116, questo è il numero di punti facciali misurati dal team di giapponesi, la cui deformazione consente ad Affetto di somigliare ad un bambino. “Catturare le espressioni umane nel volto di un androide è una delle sfide più complesse della robotica", ha spiegato uno dei ricercatori dell'Università di Osaka “i movimenti facciali creano, infatti, instabilità nella sottile pelle del viso dell'androide, con il rischio di vere e proprie deformazioni superficiali del materiale”. Il robot-bambino è il frutto di un progetto di ricerca nato agli inizi del Duemila. Già nel 2011 l'androide fu presentato pubblicamente, ma studi ulteriori hanno consentito di migliorarne aspetto e somiglianza fino al risultato attuale: "siamo riusciti a riprodurre nuovi movimenti, come quelli alla base del sorriso o dell'espressione accigliata” ha aggiunto il professor Asada.
 
Martedì 20 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:24
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