Iacopo Melio, ruote per terra e salti altissimi: «I Social senza barriere e megafono per le idee»
di Ilaria Del Prete

Iacopo Melio, ruote per terra e salti altissimi: «I Social senza barriere e megafono per le idee»

Iacopo Melio «vive con le ruote per terra, ma fa salti altissimi». Le ruote sono quelle della sua carrozzina, dalla quale guarda il mondo da un punto di vista poco convenzionale. A marzo ha ricevuto l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito dal Presidente Mattarella, ma il suo impegno è partito sul dal Web.
Come ha cominciato il suo percorso?
«Alle superiori avevo un blog. Nel giugno 2014 la mia pagina Facebook aveva 10mila like. È stato un articolo sull’abbattimento delle barriere architettoniche a diventare virale».



Quello da cui è nato l’hashtag #vorreiprendereiltreno e persino una canzone con Lorenzo Baglioni.
«Sì. Ho saputo trovare la chiave giusta per raccontare un’esigenza, partendo dalla voglia di innamorarmi di una ragazza in un vagone, proprio come in un film. Dopo 5 anni quella community è diventata una Onlus, un contenitore di notizie sulla disabilità e progetti da realizzare».
 


Quanto sono stati determinanti i social per dare voce alle sue idee?
«Internet è l’unico luogo dove le barriere non esistono. Se avessi detto le stesse cose in piazza con un megafono non mi avrebbero ascoltato allo stesso modo. I social vengono demonizzati, e invece la mia esperienza ricorda che non è lo strumento il problema, ma come lo usi». 
Attacchi ne riceve?
«Molti, perché per via del mio lavoro da giornalista esprimo opinioni su tutto. Accetto i punti di vista differenti, ma non gli insulti e le minacce alla persona». 
Come reagisce?
«Spesso condivido quello che mi scrivono, vorrei che servisse a sensibilizzare. Non possono usare la disabilità per mettermi un bavaglio con frasi tipo “pensa alle cose tue”». 
È diventato un punto di riferimento per le persone con disabilità?
«Dipende. Ci sono adulti che ti vedono come uno cui passare il testimone. Giovani che hanno trovato in me uno stimolo. Ma c’è anche chi mi critica, solo perché faccio cose che a loro non sono riuscite».



Cosa le dispiace di più?
«La bellezza dei social è riuscire a fare rete. Trovo stupido sprecare l’occasione di unire le forze. Rivalità che ho trovato anche nel mondo delle Onlus».
Quale la conquista più importante?
«Banalmente direi il cavalierato. La mia vita non è cambiata, ma è stata una presa di coscienza di quanto fatto finora. L’impegno quotidiano è mio, ma senza gli altri la mia Onlus non esisterebbe». 
Che vuol dire “Faccio salti altissimi”, anche titolo del suo libro?
«Ognuno può trasformare le proprie difficoltà in dei trampolini per spiccare il volo».
Fino a poco fa tra i primi risultati di Google accanto al suo nome appariva «fidanzata». Perché? 
«L’amore tra disabili suscita curiosità morbosa. Per fortuna ora c’è “Mattarella” tra le ricerche suggerite». 

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Mercoledì 5 Giugno 2019, 08:34
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