Selene Caramazza: «Io, fotografa al fianco di un giornalista-eroe»
di Michela Greco

Selene Caramazza: «Io, fotografa al fianco di un giornalista-eroe»

Dalla periferia romana di Cuori puri, grazie a cui ha avuto il suo exploit al Festival di Cannes dello scorso anno, Selene Caramazza, 24 anni, è tornata nella sua Sicilia grazie al personaggio di Giusy, la giovane fotografa che faceva parte della squadra di ragazzi coraggiosi che Pippo Fava riunì intorno a sé nel Giornale del Sud e poi ne I Siciliani. Ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984, quell'intellettuale che lottava per la verità e che formò una generazione di giornalisti è interpretato da Fabrizio Gifuni in Prima che la notte di Daniele Vicari, il film tv prodotto da Paola Lucisano in onda domani sera su RaiUno.

Selene, come si è avvicinato al personaggio?
Ho iniziato la mia ricerca documentandomi sul web, poi sono entrata in contatto con la vera Giusy. Ci siamo incontrate sul set e il confronto con lei è stato continuo e utile: ho potuto conoscere nel dettaglio il suo percorso nella redazione di Pippo Fava.
La responsabilità era grande.
Sì, infatti era importante avere il suo riscontro. È ancora più difficile interpretare un personaggio reale che è ancora in vita, ci tenevo ad avere il massimo rispetto e la massima attenzione nel ricreare la sua personalità.
Cosa l'ha colpita di più di quella ragazza?
Il coraggio. Giusy era la più piccola in quella redazione, quando ha iniziato era impreparata, ma era anche molto motivata e dinamica. Si è lanciata insieme agli altri in una lotta contro tutti per la ricerca della verità e della libertà.
Crede che oggi i suoi coetanei siano altrettanto consapevoli e combattivi?
Il tema della mafia è ancora molto presente, ma se ne parla meno rispetto ad allora, probabilmente per paura di confrontarsi.
Dove la vedremo prossimamente?
Sto girando un nuovo episodio del Commissario Montalbano di cui sarò protagonista. È una bellissima emozione tornare a lavorare nella mia Sicilia per interpretare un personaggio scritto dal grande Camilleri.
Che ricordo ha del suo primo giorno di set in assoluto?
Era nella serie Rai I catturandi, andai nel panico ancor prima di girare, quando mi trovai in sala trucco accanto ad Alessio Boni.
C'è un'attrice che l'ha ispirata a fare questo lavoro?
Non ho dubbi: Claudia Cardinale, che mi folgorò quando vidi Il gattopardo alle medie. Amo moltissimo quel film e quel ruolo, e la cosa fantastica è che più tardi ci ho anche lavorato: ho interpretato sua nipote, è stato un regalo immenso.
Martedì 22 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 09:01
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