Francini al timone di "Love me stranger": «Vi svelo l'amore senza frontiere»
di Donatella Aragozzini

Francini al timone di "Love me stranger": «Vi svelo l'amore senza frontiere»

Dalle relazioni in una società in cui l’identità di genere è sempre più fluida a quelle multiculturali e multietniche tra persone spesso agli antipodi. Dopo aver condotto lo scorso anno Love Me Gender, Chiara Francini è ora al timone di Love Me Stranger, produzione originale Stand By Me in onda ogni mercoledì alle 21.10 su LaF.

Un viaggio alla scoperta degli amori tra italiani e stranieri?
«Sì ma non solo, raccontiamo anche storie di adozioni o coppie professionali. Come Riccio Capriccio, un salone di parrucchieri a Roma dove ogni dipendente appartiene a una diversa nazionalità e che è diventato una sorta di microcosmo, una famiglia. La contaminazione è arricchimento».

C’è una storia che l’ha colpita particolarmente?
«Quella di alcune ragazze di origini indiane, profondamente fiere delle loro tradizioni ma completamente italiane, che tra l’altro studiano le danze tradizionali del loro paese con un’insegnante italiana. E poi ce n’è una che mi ha rubato il cuore: quella di Vitalik, che da bambino è stato preso in affido per tre anni dalla signora Vera, a Roma, poi è tornato in Bielorussia e lei non è più riuscita a mettersi in contatto con lui; 13 anni dopo, la nipote di Vera, Silvia, lo ha rintracciato sui social, è volata da lui e ora sono sposati e hanno una bambina».

Questo programma arriva dopo “Love Me Gender”...
«È la cosa di cui vado più fiera, tra l’altro è candidato come miglior programma ai Diversity Media Award (che verranno assegnati il prossimo 28 maggio, ndr). Questo format è emozionante e interessante, perché le reazioni delle persone sono vere, originali ed è profondamente bello vivere le loro storie».

Ci sarà anche un terzo “Love Me...”?
«Probabilmente sì, Simona Ercolani è un coacervo di idee, la sua inventiva non ha confini. E bisogna comprendere quanto è bello l’amore».

Prossimi progetti?
«Da novembre sarò in teatro con Coppia aperta, anzi spalancata di Dario Fo e Franca Rame, per la regia di Alessandro Tedeschi, e sono in trattativa per un film. Ma, soprattutto, a metà giugno uscirà il mio nuovo romanzo, Un anno felice, per Rizzoli, che è completamente diverso dai precedenti».

Il terzo libro in tre anni. Ha sempre avuto la passione per la scrittura?
«Ho sempre letto molto, ma ho iniziato a scrivere con l’idea di lavorare a una sceneggiatura, dove la donna non sia solo una spalla, come purtroppo spesso accade nei film. Mi piacerebbe una trasposizione dei miei romanzi. Scrivere ti dà l’opportunità di esprimerti e di tirare fuori colori. Ed è un atto di grande coraggio e grande incoscienza».
 
Martedì 21 Maggio 2019, 07:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA