Viito, il nuovo singolo: «Da Roma a Bologna cercando le note di Dalla, Morandi e Carboni»
di Rita Vecchio

Viito, il nuovo singolo: «Da Roma a Bologna cercando le note di Dalla, Morandi e Carboni»

«Galeotto fu l'annuncio di affitto: Si promette una svolta in campo medico, attorale e cantautorale. Con ironia, Giuseppe conosce così Vito che cercava una stanza a Roma. Studenti fuori sede - molisano di 31 anni l'uno, pugliese di 26 l'altro - si ritrovano a dividere l'appartamento e la passione per la musica. Nascono così i Viito (le i sono due, come loro). Il duo targato Sugar, quelli di bella come Roma, stronza come Milano, del se facciamo l'amore, l'amore porno muore e che hanno scritto per Arisa, oggi tornano con il singolo Bolo Centrale. Il loro pop cantautorale, piace. Tant'è che da ieri si ritrovano sulla copertina della classifica Indie Italia di Spotify e pubblicano (grazie ai clic dei fan) Sistema Solare, una sorta di lato B di un vecchio disco a 45 giri.
Perché trasferirsi a Bologna?
V. «Per allontanarci dalla scuola romana tanto ricca, ma piena di sguardi poco sinceri».
G. «E per cambiare un po': ci incuriosivano i club emiliani, quelle bettole dimenticate dove ancora oggi si ritrovano parolieri e musicisti».
E quindi Bolo Centrale.
G. «Nata a Roma e finita a Bologna, è una canzone che vuole chiudere un capitolo. Qui si ritrovano Dalla, Morandi, Carboni, Bersani, quel cantautorato emiliano di un tempo, quello con cui siamo cresciuti».
Com'è fare i cantanti?
G. «Pensavamo fosse solo sale prove, palco e rock 'n roll. E invece, c'è molto altro. Compresi i social che a volte ci fagocitano».
Ed essere un duo?
V. «Io sono più istintivo, Giuseppe più riflessivo. Ci incontriamo a metà grazie alla musica».
E l'incontro con Caterina Caselli?
V. «Casuale e bello. Tolto il fatto che per arrivare in Sugar stavamo perdendoci per Milano perché avevamo scambiato una galleria per un'altra (ridono, ndr). Ma poi entrare nella sede per la prima volta, vedere pareti tappezzate di dischi d'oro, la gigantografia di Bocelli, è stato emozionante».
G. «È un'artista straordinaria che nella nostra musica ha saputo cogliere i due binari, malinconico e frizzante, che convivono».
La vostra vita è cambiata?
G. «Non abbiamo orari. Per il resto, a me mancano sempre 4 esami per finire Economia».
V. «E a me sempre uno per Letteratura musica e spettacolo, chiodo fisso di mio nonno che non mi chiede dei concerti ma solo di quando mi laureo».
Pensate a Sanremo?
G. «Perché no?»
V. «Bello suonare su quel palco dove le canzoni italiane hanno il tappeto rosso».

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Mercoledì 19 Giugno 2019, 05:01
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