Sergio Caputo: «"Ma che lurida estate" il mio singolo post lockdown per me, cantautore indie e autoprodotto»

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di Rita Vecchio
È lurida. È l’estate del post lockdown per Sergio Caputo. Così intitola il suo nuovo singolo. 
Fuori tempo massimo per essere l’ennesimo tormentone. Nonostante i ritmi caraibici e latini ci siano tutti. Ma tanto a Sergio Caputo dei tormentoni poco importa. Il cantautore romano (66 anni il 31 agosto) di Un sabato italiano, Il Garibaldi innamorato, Bimba se sapessi, non smette di sorprendere. “Ma che lurida estate” uscirà il 29 luglio. 

«Un tempo, le canzoni per l’estate si programmavano per non farsi bruciare sul tempo dalla concorrenza». 

E ora? 
«È tutto usa e getta. Di veri progetti non ce ne è. Viviamo nel tempo dei talent. Mentre nella terra dove i talent sono nati, ovvero negli Stati Uniti, si sono evoluti, in Italia si sono fossilizzati».

Sorridente. É dall’altra parte dello schermo: camicia caraibica, barba bianca, sullo sfondo un teschio giallo, una delle sue ultime sculture. É in Francia, dove vive.
«Se devo essere sincero, non mi sono mai preoccupato di scrivere il successo dell’estate. Mi considero un artista come “quelli di prima” che si preoccupano che la canzone duri». 

E quindi? 
«La discografia si è adattata all’effimero. Il digitale non fa vendere dischi, si sopravvive con i live. E lo streaming rende poco: se un artista cantasse ai semafori farebbe più soldi. Andrebbe fatta una bella riflessione sul mondo musica. Ho iniziato a scrivere canzoni in francese e in inglese». 

Perché “lurida estate”?
«È il dopo di quello che abbiamo vissuto. È un brano estivo con pensieri personali. Esce fuori tempo limite, quando ormai le radio sono in pilota automatico e i giochi mediatici fatti. Resto un “indie”, autoprodotto e senza promoter. Per cui spero ci sia un bel passaparola. Il sax è di Massimo Zagonari (direttore d’orchestra del Maurizio Costanzo Show, ndr) con cui abbiamo registrato a distanza.

Disco in arrivo? 
«È l’era dei singoli, non degli album. Scriverò un libro. Andrò in tour. Suonerò a Parigi il 30 settembre al Sunset-Sunside Jazz Club. E prima in Italia, tra cui il 30 alla Cittadella Jazz di Padova, il 2 agosto ai Giardini di Monte Mario di Roma. E mi diletto in cucina». 

Il suo piatto top?
«Bisognerebbe chiedere a Cristina». Ed eccola Cristina che compare. «La lista è lunga, - dice la moglie - dal lievito madre alla coda alla vaccinara, alla trippa alla romana. Con questo piatto mi ha conquistato». 
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Luglio 2020, 15:24
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