Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio in tour. "Nessuna rivalità tra noi, abbiamo unito i fan e ora siamo la coppia perfetta"
di Paolo Travisi

Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio in tour. "Nessuna rivalità tra noi, abbiamo unito i fan e ora siamo la coppia perfetta"

Nino D'Angelo e Gigi Alessio condividono pubblico e canzoni in "Figli di un re minore", il tour partito da Napoli, che ha raggiunto Milano, fino a Roma, al Palazzo dello sport. I due cantautori, interpreti della canzone napoletana che si è evoluta in chiave pop, si alternano sul palco in uno show che raggiunge le tre ore, per scambiarsi successi, duettando sulle loro hit, tra canzoni d’amore ed un immenso repertorio che li porterà anche in America.
Perché avete deciso di fare un tour insieme?
D'Alessio. Un giorno, a pranzo, abbiamo fatto un video per salutare i fan, che ha fatto milioni di visualizzazioni e ricevuto tanti bei commenti, nessuno negativo, così abbiamo deciso di fare questa esperienza, più positiva delle aspettative.
Il titolo, Figli di un re minore, indica uno stato d'animo?
D'Alessio. Non proprio, ma a Napoli un re non è mai riconosciuto a tutti gli effetti, e poi il re minore, è la nota con cui sono nate le nostre prime canzoni insieme, che poi ha cantato Nino.
Il concetto di “re minore” è legato anche al termine neomelodico, che secondo alcune sue dichiarazioni, oggi assume una connotazione negativa?
D'Alessio. Qualsiasi artista che nasce in altre parti d'Italia, viene riconosciuto come cantante o cantautore, chi nasce a Napoli è etichettato con questa parola, è un po' come ghettizzare. Io mi ritengo un cantautore italiano che ha avuto la fortuna di nascere a Napoli. La nostra fortuna è essere bilingue dalla nascita, dove l'italiano è la prima lingua straniera.
Artisticamente siete più simili o più diversi?
D'Angelo. Simili nel senso che siamo napoletani con gli stessi valori che sono nelle nostre canzoni, infatti chi ama il mio genere ama anche D'Alessio. Poi siamo diversi perché lui è divenuto più pop e passa nelle radio italiane.
Due carriere importanti e diverse, quanto è stato difficile dividere un palcoscenico, rispettando la musica e la storia dell'altro?
D'Angelo. Lo pensavo difficile, invece sul palco siamo amici e ci aiutiamo. D'Alessio. A Napoli c'è sempre stata la dualità Bartali e Coppi, come un derby, invece con questa avventura abbiamo unito i d'alessiani e d'angeliani, che magari erano nella stessa famiglia. D'Angelo. Insieme abbiamo fatto una specie di rivoluzione, e pochi si aspettavano che due rivali, come ci definivano gli altri, facessero questo successo. Dopo Napoli, Milano e Roma andremo anche in America, Svizzera e Germania.
Durante il concerto, il pubblico si divide in fazioni?
D'Alessio. Sono un'unica cosa, facciamo tre ore di concerto, 63 canzoni, per mettere insieme tutto il repertorio abbiamo dovuto rinunciare a tanti altri brani. Potremmo anche metterci seduti e partirebbe il karaoke del pubblico, perché chi viene da noi e spende dei soldi è perché conosce la nostra storia.
D'Alessio, quando Nino D'Angelo già aveva successo con le canzoni ed al cinema, lei era un ragazzino. Che pensava di lui?
All'epoca a Napoli si cantavano gli sceneggiati, canzoni di coltelli e pistole, e D'Angelo ha fatto cantare “Nu Jeans e 'na maglietta”. Nino ha fatto diventare moderna la canzone napoletana, con un lessico ed argomenti nazionali ed il successo che ha avuto lo dimostra.
D'Angelo nei confronti di Gigi, si sente un fratello maggiore?
Sul palco è un compagno perfetto, io non sento questa rivalità di cui si parla, ci commuoviamo reciprocamente. Con lui mi sento protetto, e questa è la verità. D'Alessio. Siamo una coppia perfetta, non c'è nessun retro pensiero.
Quindi non litigate più?
D'Angelo. Io ho 62 anni, Gigi è più giovane di 10 anni, ma sono sempre due generazioni a confronto e possiamo essere in disaccordo qualche volta. Non abbiamo il tempo di litigare, quando ci annoieremo, magari litigheremo.
Omaggi a colleghi?
D'Alessio. Omaggiamo Mario Merola perché ha voluto bene a tutti e due. Lui ha speso tante belle parole sia per Nino che per me.
Al mattino, il primo pensiero guardandovi allo specchio?
D'Alessio. Ringrazio di avere un nuovo giorno di vita e per il successo, perché mi sento un ragazzo fortunato, ci sono tanti giovani meritevoli che ancora non sono conosciuti da pubblico e media.
D'Angelo. Grazie al talento abbiamo avuto una vita diversa. Per noi è passato il treno, ci siamo saliti sopra ed ancora lo stiamo guidando. Spero che i talenti veri escano fuori. D'Alessio. E su quel treno oggi siamo anche nella stessa carrozza.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Gennaio 2020, 08:28
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