James Blunt: «Once Upon A Mind è il mio disco più sincero. Poi tre live italiani»
di Luca Uccello

James Blunt: «Once Upon A Mind è il mio disco più sincero. Poi tre live italiani»

James Blunt torna più libero di prima. Torna con un nuovo album, Once upon a mind, ritorna alle sue radici. «Credo sia l’album più onesto che abbia mai scritto perché ogni canzone racconta quello che ho vissuto e che sto ancora vivendo». 
Torna indietro col tempo, al suo primo album, alle note di Back to Bedlam. L’album che gli ha dato il successo, quello che lo ha cambiato. Un cambiamento che lo ha spaventato, gli ha fatto certamente male. «Per un certo periodo è stato come se mi fossi perso perché con il successo per me sono arrivati anche i problemi. Il mondo diventa improvvisamente diverso quando hai l’attenzione di tutti addosso e diventa problematico scrivere canzoni in modo onesto e sincero». 



Non riusciva più a ritrovarsi, a ritrovare la sua musica forse perché “semplicemente ti rendi conto che quando stai scrivendo è come se nella stanza insieme a te ci sia il pubblico intero. Così ti fermi troppo a chiederti se le persone potranno apprezzare o meno quello che stai scrivendo”. Ma non solo: «La canzone diventa per loro e non più per te». Un tour mondiale finito a settembre dello scorso anno, “il 1 ottobre (2018) ero già in studio per iniziare a scrivere e registrare questo nuovo album. Sono rimasto in studio praticamente fino a qualche settimana fa. Un periodo lontano dalla sua famiglia. Quella è stata la difficoltà principale. 

«Non ero a casa mentre la mia famiglia cresceva e questo ti procura solitudine e isolamento, non solo per me ma anche per chi lasciavo a casa. Questo album, l’ho scritto per loro...». Una dedica speciale che fa capire come James Blunt sia tornato, come quello di inizio carriera. «In 15 anni mi sono accadute tante cose: sono cresciuto, maturato e ora ho più fiducia in me». È un Blunt diverso, diventato padre di due bambini che ora deve stare vicino al padre che non sta bene. Tra gli undici brani inediti c’è anche Monsters, dedicato proprio a suo padre, un uomo di settant’anni impegnato a combattere la sua battaglia con la vita. 



«È come una canzone che si potrebbe cantare ad un bambino e con la quale cerco di spiegare che certi draghi non esistono. È il momento in cui io devo aiutare mio padre come lui ha aiutato me quando ero bambino». In uscita venerdì prossimo con il nuovo album Blunt tornerà a suonare dal vivo in Italia durante a marzo 2020, per tre concerti in programma a Milano, Padova e Roma: «È sempre un piacere venire in Italia e ricevere il calore del pubblico. Qui è davvero unico».
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Lunedì 21 Ottobre 2019, 07:35
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