Irene Grandi, omaggio a Mina: «La mia versione in salsa blues. Sanremo? per quest'anno salto un giro»

Irene Grandi, omaggio a Mina: «La mia versione in salsa blues. Sanremo? per quest'anno salto un giro»

di Totò Rizzo

Ad Irene Grandi piace tornare “sul luogo del delitto”. Lo fa ciclicamente con Vasco che firma pezzi per lei, lo fa con l’amatissimo blues che l’estate scorsa l’ha portata in giro per l’Italia in uno show di brani suoi e di altri artisti italiani e stranieri, lo fa con Mina che è una stella polare nella sua formazione musicale. In questi giorni “gira” nelle radio la terza cover che Irene dedica alla Tigre, dopo “Mi sei scoppiato dentro al cuore” e “Sono come tu mi vuoi”: dai ruggenti Sessanta delle prime due canzoni agli anni Settanta di “E poi” che ha deciso di incidere live proprio dal suo spettacolo “Io in blues” (che inaugura il tour nei teatri al chiuso il 10 ottobre all’Olimpico di Roma).

L'intervista

Non c’è due senza tre, Irene: un amore incondizionato per Mina.

«Credo che tutte noi cantanti siamo debitrici a Mina, che per tutte lei sia un faro di vocalità e interpretazione. È stata l’artista che ho ascoltato di più da bambina, i miei genitori compravano i suoi dischi e io a modo mio la imitavo. Peccato non sia arrivata in tempo a vederla dal vivo, avevo solo 8 anni quel fatidico 23 agosto 1978, il suo ultimo concerto a Bussoladomani, quando si ritirò dalle scene».

Perché “E poi”? «Mi sembrava perfetta per “Io in blues”.

Perché è un motivo che ha il blues nella scrittura, nell’atmosfera, nello stesso testo: ha proprio un'ambientazione, un colore, un fascino blues».

Lei ne dà in effetti un’interpretazione più black di quella di Mina che era forse più hot.

«E ho avuto una “promozione” che mi ha inorgoglito moltissimo. Shel Shapiro, autore di “E poi” insieme ad Andrea Lo Vecchio, mi ha mandato un messaggio scrivendomi “che bello, hai tirato fuori dalla canzone quella vena blues che aveva in origine, così come io l’ho pensata e scritta”. L’autore, capisce? Io al settimo cielo. E comunque è un motivo attualissimo anche se l’anno prossimo compie 40 anni».

 

Oltre Shapiro, qualche altro “brava” magari dalla stessa Mina per interposta persona?

«No, ma so che Massimiliano (Pani, il figlio di Mina, ndr.) mi stima molto, mi segue, gli piace il mio percorso d’artista. E da Massimiliano stesso tutti sappiamo che Mina è attentissima, ha le antenne, non se ne lascia sfuggire una, di novità. Magari l’ha già ascoltata la mia versione di “E poi”».

L’anno del ritorno sulle scene, dopo i due di stop per la pandemia, l’ha vista iperattiva.

«Beh, è stata una botta di adrenalina che aspettavamo da tempo. Io poi l’ho scaricata anche nel debutto teatrale, nell’opera rock di Stewart Copeland, “The witches seed”, per cui ho dovuto per la prima volta recitare e ballare oltre che cantare. Nonostante io sia una solista, mi piace molto lavorare in team, ho proprio lo spirito del gruppo, della squadra. È stata un’esperienza ganzissima, lì ho tirato fuori tutta l’Irene rock in maniera bestiale. Adesso ne stiamo ricavando un video. Ma è un’esperienza che mi auguro di ripetere sul palcoscenico».

E invece “Io in blues”?

«Non volevo tornare al pubblico con il solito live dei miei successi, volevo raccontarmi in maniera diversa, trasversale, fare capire perché Irene Grandi è venuta su così, quali erano i suoi gusti e i suoi idoli da ragazzina. Canto Etta James ma anche Mina, per l’appunto, e Battisti, e Pino Daniele col quale ho pure lavorato. Il tutto soffuso dal blues, la musica che mi ha formata. I miei fans l’hanno accolta bene, la proposta, tanto che adesso, proprio da Roma ripartiamo per i teatri al chiuso».

A quando la quarta cover di Mina? C’è qualche canzone che vorrebbe ancora interpretare?

«Ce n’è una che credo conoscano in pochi, si chiama “La notte”, è del 1960, molto bella, d’atmosfera, parla del buio, della paura, del terrore di restare da soli».

L’ha chiamata Amadeus per Sanremo 2023? Sarebbe il suo sesto festival in gara.

«No, non mi ha chiamata e devo confessare che non mi sono proposta nemmeno io. Ma c’è il tour, altri progetti, son piena di cose da fare. Mi sa che al festival quest’anno salto un giro».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 3 Ottobre 2022, 15:16
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