Valerio Mastandrea si racconta a Verissimo: «È stato uno choc, ma questo lavoro mi ha curato»

di Silvia Natella
Valerio Mastandrea, uno degli attori italiani più apprezzati del momento, racconta i suoi esordi, la sua vita e i suoi 25 anni di carriera a Silvia Toffanin durante l'ultima puntata di Verissimo. Tutto, però, è iniziato per caso con un provino non cercato: «Io ho accompagnato Vera Gemma, la figlia di Giuliano, a un incontro con Anatoli... Questo mestiere mi ha permesso di esprimere le mie emozioni».

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Il suo volto è entrato nelle case degli italiani grazie a Maurizio Costanzo: «Ho scritto un dialogo a due tra me e me e sono finito al Maurizio Costanzo Show. Lì ho perso l'anonimato, non sono diventato popolare. È stato uno choc durissimo che poi è stato superato con l'accettazione di un lavoro che mi permetteva di mantenermi da solo. Mi ricordo che le prime volte sudavo e mi vergognavo se qualcuno mi riconosceva. Ho sempre un piano B, non so qual è, ma non lo so». 
 
 

Mastandrea, al suo settantesimo film, si definisce ironicamente un "disturbato" e dopo tanti lavori da interprete debutta come regista. Si è messo per la prima volta dietro la cinepresa nella sua opera “Ride”, un film che tratta diversi temi, come il lavoro e le battaglie sindacali. Sul set anche la sua compagna Chiara Martegiani. Parlando del loro rapporto e della collaborazione lavorativa spiega: «Pure lei non è un personaggetto facile, voglio rassicurare tutti che il rapporto è paritario. La differenza c'è, ma anche io ho avuto la sua età. Spero che da questo film possa cominciare a lavorare perché se lo merita». 
Ultimo aggiornamento: 18:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA