Vaccino, a che punto siamo davvero? Almeno un anno per averlo, ecco a chi sarà somministrato prima

di Valentina Arcovio
Nonostante ci siano centinaia di vaccini in via di sviluppo contro il Coronavirus, e alcuni già in fase di sperimentazione avanzata, probabilmente non sarà disponibile per la somministrazione alla popolazione prima di un anno. Se infatti si prevede che già entro la fine dell'anno avremo i primi sieri testati per sicurezza ed efficacia, ci vorrà qualche altro mese per organizzare la produzione su larga scala e di conseguenza anche la sua distribuzione.

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In Europa, così come in Cina e negli Usa, ci sono già dei candidati molto promettenti, in via di sperimentazione sugli esseri umani. In fase avanzata c'è ad esempio il vaccino sviluppato da una collaborazione tra l'Università di Oxford e l'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia, che ha avviato i test sull'uomo, somministrando il suo siero a oltre 510 persone sane. Hanno iniziato prima la Cina e gli Stati Uniti, entro la fine dell'estate potremmo avere i risultati preliminari. Un volta che sarà pronto non sarà subito disponibile per tutti. Verranno infatti stabilite delle precedenze. Probabilmente i primi a riceverlo saranno gli operatori sanitari e le Forse dell'Ordine, poi tutte quelle fasce della popolazioni considerate a rischio sia per esposizione che per età e condizioni di salute.
 

I TEST
Sono tre quelli più avanzati

Ci sono decine di vaccini contro il coronavirus in sperimentazione. Alcuni sono ancora in fase di studio preliminare, ad esempio sulle cellule. Altri invece sono arrivati ai test sugli animali, mentre altri ancora sono già in via di sperimentazione sull’uomo. Tra i più avanzati c’è quello della società biotech Moderna Therapeutics che il 16 marzo ha avviato negli Usa i test su 45 adulti sani. Già da quest’estate potremo avere i primi risultati. In sperimentazione su 500 persone c’è poi il vaccino della società cinese Cansino Biologics. In fase avanzata anche la sperimentazione del vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e dell’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia: 510 persone hanno ricevuto la prima dose.

I TEMPI
Arriverà non prima di un anno

Considerate le notizie che ci arrivano dai gruppi di ricerca è molto probabile che riusciremo ad avere un vaccino efficace contro il nuovo coronavirus già entro la fine di quest’anno. Tuttavia, la distribuzione richiederà altri mesi. Secondo gli esperti, potrebbero volerci altri 6 mesi prima di poterlo somministrare alla fasce più deboli, ma solo se ci si prepara già adesso a rendere efficiente, in prospettiva, la produzione e la distribuzione. Quindi, si può ipotizzare che la vaccinazione contro il Covid-19 non raggiunga la popolazione prima di un anno, quindi tra la primavera e l’estate del 2021. Anche se è possibile ipotizzare che alcune fasce della popolazione possano accedervi prima.

LA CORSA
La sfida internazionale per il primato

Certamente il gruppo di ricerca e l’azienda farmaceutica che per prime riusciranno a ottenere e produrre un vaccino efficace e sicuro contro il nuovo coronavirus avrà numerosi vantaggi. Oltre all’enorme soddisfazione di essere i primi ad aver messo a punto un’arma in grado di prevenire il Covid-19, spetterà poi all’azienda che lo produce stabilire accordi con i vari Paesi del mondo che si faranno avanti per acquistarlo. Presumibilmente il primo Paese ad accedervi sarà quello di appartenenza dell’azienda che lo produce. C’è poi tutta la questione economica da considerare, anche se ci sono già accordi. Ad esempio, Astrazeneca si è impegnata a produrre e distribuire il vaccino in modalità no profit fino a quando ci sarà la pandemia.

I CITTADINI
Quali categorie lo utilizzeranno per prime

Una volta che finalmente avremo il vaccino, la somministrazione alla popolazione procederà per gradi. A essere tenuti in considerazione saranno fattori come la professione, l’età, lo stato di salute e così via. Un po’ come avviene per il vaccino contro l’influenza, che viene raccomandato in particolar modo ad alcune fasce della popolazione. Pertanto i primi a ricevere il vaccino saranno probabilmente gli operatori sanitari e chi lavora nelle Forze dell’Ordine. Poi le fasce più colpite dal Covid-19, gli anziani. Man mano che la disponibilità del vaccino aumenterà, dopo aver assicurato l’immunità alle categorie più esposte, si organizzerà la vaccinazione del resto della popolazione.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Maggio 2020, 14:03
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