Stop alla sindrome di primavera: a tavola erbe amare ricche di antiossidanti

Stop alla sindrome di primavera: a tavola erbe amare ricche di antiossidanti

Producono un effetto antiossidante e disintossicante, si prendono cura di fegato e intestino e sono amiche di un corretto stile di vita. In sostanza, fanno bene all’organismo e con quel sapore amaro danno più gusto alla tavola. Cicoria, radicchio, borragine, ma anche rucola, scarola e cime di rapa: le erbe amare hanno mille qualità e permettono, non poco, di diversificare la dieta. Hanno un basso contenuto calorico e sono ricche di vitamine e minerali.

L’EFFETTO

 Proprio per avere il massimo vantaggio da un piatto di erbe amare, il metodo migliore per mangiarle è lasciarle crude. Cotte, infatti, potrebbero perdere tutti quei nutrienti idrosolubili come la vitamina C che invece sono più sensibili al calore. Se l’idea è invece quella di metterli in una centrifuga, ciò che si perde è il valore aggiunto che le fibre possono portare all’organismo e, in particolare, alla digestione. Ma l’amaro può incidere in qualche modo nella dieta? «È una questione di sensazione. Mangiando le erbe amare beviamo di più», spiega Laura Rossi, nutrizionista del Crea, il Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Erbe come cicoria, radicchio e rucola sotto un punto di vista di macronutrienti sono simili. Ciò che cambia, precisa la studiosa, sono i «composti secondari», che incidono anche sul colore della verdura. Dunque, proprio grazie a questi fattori è più facile il loro riconoscimento.

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LA RICCHEZZA

Il radicchio rosso, per esempio, è ricco di beta-carotene, un antiossidante amico della pelle. Nella cicoria, invece, ci sono più clorofille, simili a quelle degli spinaci e delle biete. Ma il tesoro delle erbe amare è tutto quel mix di potassio, calcio, magnesio, rame, ferro, manganese, selenio, minerali essenziali per diverse funzioni dell’organismo. Poi, ci sono moltissime vitamine: la A, la C, la E, la B2, la B3, la B5, la B6. Nella cicoria, negli spinaci e nelle cime di rapa, sono davvero preziose le presenze della colina (la vitamina J, che tiene sotto controllo il colesterolo e protegge il fegato) e della vitamina K (che ha un ruolo importante nella coagulazione del sangue e aiuta le proteine che tengono in forma le ossa). Nel periodo dopo la Pasqua mangiare erbe amare può essere un’occasione in più per perdere quei chili accumulati durante le feste o che ancora si devono smaltire a causa del lockdown, che ha spinto verso una vita più sedentaria. «Una dieta ricca più del solito di verdure è sempre utile e a maggior ragione può esserlo dopo aver fatto qualche stravizio – prosegue la nutrizionista del Crea – Dopo la Pasqua ci sta un periodo di decompressione, lo consigliamo sempre dopo le feste. Il suggerimento è seguire un sano stile di vita e di muoversi anche un po’ di più».

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 Maggio 2021, 14:50
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