Influenza, oltre sette milioni di malati ma epidemia ai colpi di coda

Con 7,2 milioni di casi già registrati e oltre 7,5 milioni previsti a fine stagione, l'influenza volge al termine. Ma, mentre i contagi calano e si avvicina la fine dell'epidemia, sale il numero dei decessi, che fino ad oggi sono già 155. Secondo il bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella settimana dal 4 al 10 marzo 2019 sono stati 288.000 gli italiani allettati, e l'incidenza delle sindromi influenzali è scesa a 4,8 casi per mille assistiti: ovvero è sempre più vicina a quello che gli esperti chiamano il livello di base di circolazione del virus, atteso tra un paio di settimane.

Influenza, morto un 61enne a Ferrara per il virus H1N1: è il secondo caso in città



La Toscana è la regione più colpita. Da ottobre a oggi, secondo i dati del bollettino Flunews sono stati 680 i casi gravi ricoverati in terapia intensiva per complicanze di natura respiratoria. Hanno riguardato per lo più persone sopra i 50 anni, ma 8 di loro erano donne in gravidanza. Nell'83% era presente almeno una condizione di rischio preesistente (come diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità) e l'82% risultava non vaccinato. Cioè significa che si trattava, per la maggior parte, di casi evitabili. Dei 680 casi gravi, 155 sono deceduti, 40 in più rispetto alla precedente settimana, e un numero anche maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando se ne contavano circa una trentina in meno.

L'ultimo, in ordine di tempo, è un paziente di 61 anni che era ricoverato all'Ospedale Ferrara, deceduto ieri. «Probabilmente già la prossima settimana si supereranno i 7,5 milioni di contagi, quindi ben oltre le aspettative, che parlavano di 5 milioni. Inoltre è un'influenza con sintomi più pesanti rispetto a quella dello scorso anno. E questo è dovuto al fatto che ha circolato soprattutto il virus di tipo A, più aggressivo del B». A fare il bilancio è Antonino Bella, che coordina la sorveglianza epidemiologica della sindrome influenzale presso l'Iss. «Il numero dei deceduti con influenza confermata salirà a circa 200. Ma potrebbero anche essere molti di più. Molte morti collegate all'influenza non vengono, infatti, segnalate come tali». Pertanto, per sapere in effetti quanto saranno le vittime bisognerà, a fine stagione, considerare la differenza tra mortalità attesa ed effettiva, conclude, «perché una buona parte di quei decessi in più sono proprio dovuti al virus».

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