«Variante New York, vaccino potrebbe essere meno efficace»: allarme degli scienziati sulla nuova mutazione del Covid

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di Francesco Malfetano

Una nuova variante del Sars-Cov-2 si starebbe diffondendo rapidamente, con il rischio di rendere meno efficaci i vaccini. Stavolta la mutazione, chiamata B.1.526, è stata osservata negli Stati Uniti e, secondo gli scienziati di due università a stelle e strisce, sarebbe già sul punto di diventare prevalente a New York. Proprio nella Grande Mela infatti, questa non solo è stata isolata lo scorso novembre ma ora rappresenterebbe anche 1 caso su 4 fra le sequenze virali presenti in città e depositate nel database internazionale Gisaid. Il condizionale è però ancora d'obbligo perché, nonostante il prestigio degli atenei americani e dei ricercatori che vi hanno già lavorato (del Caltech e della Columbia University), gli studi scientifici disponibili al momento non sono stati sottoposti a peer review né risultano pubblicati da riviste scientifiche, anche se proprio in attesa di entrambe le ricerche sono state pubblicate sul database online BioRxiv.

 

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Variazione doppia

 

Come spiega il New York Times la B.1.526 sembrerebbe trattarsi di una variazione doppia. Ovvero da un lato presenterebbe l'ormai nota mutazione (in posizione 484 della sequenza) della glicoproteina spike, la medesima della variante sudrafricana o di quelle brasiliana che sarebbe in grado di aiutare il virus a sfuggire in parte agli anticorpi neutralizzanti; dall'altro la S477N, in grado di incidere sul legame con le cellule umane. Il pericolo in questo momento - stando agli scienziati americani - sarebbe quindi rappresentato dalla capacità di questa particolari mutazioni di ridurre potenzialmente l'efficacia dei vaccini. «Visto il coinvolgimento delle mutazioni E484K o S477N, in combinazione con il fatto che la regione di New York ha molta immunità legata all'ondata primaverile, si tratta sicuramente di una questione da tenere sotto controllo», ha spiegato al NYT il virologo dello Scripps Research Institute di San Diego Kristian Andersen.

 

La protezione

 

La comparsa di questa variante non è «una notizia particolarmente felice», ha dichiarato l'immunologo dell'Università Rockfellere Michel Nussenzweig, tuttavia averla identificata è positivo «perché forse possiamo fare qualcosa al riguardo». Inoltre, ha spiegato lo stesso professore, è probabile che le persone già infettate dalla Sars-Cov-2 o quelle vaccinate siano comunque in grado di proteggersi dalla nuova variante: «magari si ammalano un po'», spiega l'esperto, ma la speranza è che non vadano in contro alla forma alla forma più grave e potenzialmente letale dell'infezione.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Febbraio 2021, 10:12
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