Mario Cerciello Rega, Ivan Scalfarotto del Pd in carcere dagli americani indagati: «Era mio dovere»

Mario Cerciello Rega, Ivan Scalfarotto del Pd in carcere dagli americani indagati: «Era mio dovere»

La scelta del deputato Pd Ivan Scalfarotto di andare a far visita in carcere agli americani indagati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha scatenato molte polemiche. «Da quando ieri sera il Ministro dell’interno ha rilanciato il mio post su Facebook, in pochissime ore più di 340 mila persone lo hanno letto e sono stato raggiunto da messaggi il cui tenore si può facilmente immaginare e di cui vedete qui sotto qualche esempio», scrive sui social Scalfarotto alludendo alla presa di posizione di Matteo Salvini e ai tanti post di insulti al suo indirizzo.

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Il parlamentare ha deciso di chiarire le ragioni dell'ispezione a Regina Coeli in un lungo post: «Devo dire al Ministro e ai suoi comunicatori che la politica dell’intimidazione non funziona con tutti e che, per quanto mi riguarda, fatta una scelta sono disponibile a discuterla nel merito, anche a cambiare idea, ma certo non a rinnegarla per paura di attacchi organizzati di questo tipo. Detto questo, ritorno volentieri su quanto riportava “La Stampa” di ieri sulla mia ispezione (non “visita”: ispezione) a Regina Coeli. Un’ispezione uguale a quella che ogni parlamentare ha diritto, e secondo me dovere, di compiere in tutte le carceri italiane, anche senza preavviso, perché è previsto dalle nostre leggi che i rappresentanti del popolo verifichino le condizioni in cui lo Stato tratta anche i criminali più efferati».

Per l'onorevole dem, «la differenza tra la barbarie e la civiltà sta infatti in un principio che risale al 1200. Si chiama “habeas corpus” e indica che nessuna persona che si trova nella custodia dello Stato può essere punita in alcun modo se non in forza di un giudizio legale. È un principio che in Italia abbiamo custodito gelosamente ed che è profondamente parte della nostra cultura: "Siamo il Paese di Cesare Beccaria”, sentiamo spesso dire. È un principio - continua - che in questi mesi la maggioranza di governo ha indebolito inesorabilmente: promuovendo con grande successo l’idea che esseri umani possano essere lasciati a rischio di annegare in mare senza soccorso o siano abbandonati per settimane a bruciare al sole sul ponte di una nave. O rilanciando e plaudendo via Twitter a una foto certo non all’altezza del nostro paese: quella di un prigioniero, accusato di un gravissimo crimine, ammanettato e bendato. Una foto che purtroppo ha fatto il giro del mondo».

E poi sul carabiniere ucciso a coltellate aggiunge: «Un’ultima cosa, ora, la più importante di tutte. Molti mi hanno chiesto se sono andato a trovare la vedova di Mario Cerciello Rega. La risposta è che no, non l’ho fatto, per discrezione e rispetto. Perché non penso che tutti i politici di ogni ordine e grado debbano sempre dire una parola su tutto o imporre la propria presenza in ogni caso - il più delle volte un silenzio composto è più rispettoso e vero di mille parole di circostanza».

«Il Pd va in carcere a verificare che il criminale americano non sia stato maltrattato... Non ho parole!!! Pazzesco". Così Matteo Salvini aveva commentato il gesto su Facebook, postando lo screenshot di Ivan Scalfarotto che rendeva nota la decisione di verificare le condizioni dei due arrestati. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Agosto 2019, 16:54
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