Antonio Tajani a Leggo:«Il governo cadrà dopo le elezioni. Salvini sbaglia, Roma non è una città come le altre. Di Maio mi ricorda Maduro» L'intervista integrale

di Davide Desario
Partiamo dal recente passato. È stato presidente nel Parlamento europeo, che esperienza è stata?
«Un’esperienza entusiasmante e storica perché sono stato il primo italiano a diventare presidente del Parlamento europeo eletto. Ho dedicato la mia presidenza alle regioni colpite dal terremoto: ho promesso che sarebbero arrivati due miliardi di euro e due miliardi sono arrivati».
Promosso o bocciato?
«Promosso per l’impegno: i risultati non sono mancati. Ho avuto oltre 200 incontri con capi di Stato e di governo. Abbiamo firmato oltre 200 leggi, anche molto importanti come l’abolizione del roaming, l’aumento del finanziamento alla Tav fino al 50%, le norme sulla riduzione del Co2 e sull’uso della plastica monouso. Ma due vittorie mi stanno particolarmente a cuore: una contro i tecnocrati della Banca Centrale Europea, l’altra lo scontro con Juncker dove ho ribadito che è il parlamento che controlla la commissione e non viceversa. Sono soddisfatto anche di aver portato in parlamento tutti i capi di Stato e di governo e personaggi come Bono e ultima Greta».
E Mr Facebook?
«Zuckerberg è venuto e si è scusato di fronte al parlamento degli errori commessi con Cambridge analytica».
Gli italiani però sembrano sempre più diffidenti verso l’Europa, perché?
«Perché spesso l’Europa non ha saputo comunicare e ha commesso due gravi errori: l’austerità e l’aver capito tardi il problema dell’immigrazione. L’Europa certo deve essere cambiata e la prima riforma è il ritorno alla politica, un ridimensionamento del potere burocratico. Ma per fare questo servono persone di calibro, serie, affidabili e credibili che si impegnino in Europa. Berlusconi ed io ci candidiamo per fare i parlamentari e non tutti lo fanno. Tanti lo fanno solo per fare campagna elettorale per il partito, sono candidature di facciata».
Che cosa può fare l’Europa per superare la diffidenza?
«Avvicinare le istituzioni ai cittadini e far capire che l’Europa deve difenderli se non lo fa lo Stato. Penso all’immigrazione: solo l’Europa può affrontare questa questione, che va risolta in Africa. E lo stesso discorso vale sulla politica commerciale: siamo invasi da prodotti cinesi. È stato un gravissimo errore da parte italiana trattare da soli sulla via della Seta, significa aprire i nostri porti e aiutare i prodotti contraffatti. Sarà concorrenza sleale e inaccettabile».
Dalla Lega vi divide solo lo sguardo all’Europa?
«Siamo diversi, noi di Forza Italia siamo di ispirazione cristiana, liberale e riformista, siamo parte della famiglia del partito popolare europeo. Alleati non significa uguali, abbiamo una visione diversa di Europa e della società ma anche punti in comune sulla politica fiscale». 
Tra i vostri alleati si dice che in Europa fate asse con il Pd, è così?
«È falso, ricordo che a sconfiggere il candidato del Pd sono stato io, la Lega non votò per me e di fatto ha aiutato il partito democratico, in quel caso il vero asse con Renzi lo fece la Lega. Quello che alcuni dicono di voler fare oggi, io l’ho fatto il 17 gennaio del 2017». 
Tajani lunedì mattina è contento se…?
«Io non sono mai contento, voglio sempre un voto in più».
Meloni dice che FdI sarà la seconda forza del centro destra dopo le europee
«Le dichiarazioni della Meloni sono un tentativo disperato di raggiungere la soglia del 4%, l’altra volta non ci è riuscita ed è rimasta fuori. Si capisce che sia molto preoccupata. Ma non è che si raccolgono consensi candidandosi per poi non andare a fare il parlamentare europeo o candidando persone che hanno cambiato tanti partiti».
Niente sorpasso quindi di FdI su FI?
«Sorpasso? È una battuta? Una barzelletta? Mi pare molto difficile, è il periodo ipotetico della irrealtà. Non esiste una maggioranza Lega e Fratelli di Italia. Non hanno i numeri. Non si vince senza FI, sono battute da campagna elettorale di persone che non conoscono l’Europa».
Roma è in un momento difficile, tutta colpa della Raggi?
«Roma è abbandonata, questa amministrazione ha la grande responsabilità di non aver fatto nulla, ma sono state pessime anche le amministrazioni di sinistra e alcuni errori sono stati fatti anche da Alemanno. Il problema non è di chi è la colpa ma di risolvere i problemi di Roma. I cittadini romani non devono essere privilegiati rispetto agli altri cittadini ma la città, come tutte le capitali del mondo, deve avere uno status particolare. Roma si fa carico di essere la sede della presidenza della Repubblica, del Governo, del Parlamento, della Fao e del Vaticano, ci sono tutte le manifestazioni più importanti»., 
FI quindi pronta a votare il Salva Roma?
«Noi abbiamo già presentato emendamenti, per ristrutturare il debito della Capitale facendo assumere dallo Stato la responsabilità del bilancio. Abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per dare a Roma un assetto istituzionale diverso. Nel frattempo si può benissimo affidare a una semplice riunione a Palazzo Chigi tra Conte, la Raggi e Zingaretti il passaggio di poteri dalla Regione a Roma così come previsto dal governo Berlusconi». 
Se fosse sindaco di Roma cosa farebbe prima di tutto?
«Penserei alla manutenzione stradale. Poi alla pulizia delle strade, visto che Ama rischia di esplodere, e al trasporto pubblico: non è possibile che la Capitale d’Italia, con tre milioni di abitanti e uno di pendolari e turisti, abbia le stazioni della metro chiuse. E la violenza? Abbiamo avuto il primato di abbattere una promessa del nuoto italiano, gli hanno sparato alle spalle a 50 metri da un’auto della polizia, Desiree l’hanno ammazzata. Provate a chiedere se una pattuglia di polizia, carabinieri o finanza entra da sola a San Basilio o a Tor Bella Monaca: devono andare almeno 5 pattuglie». 
Eppure a Roma hanno rinunciato alle Olimpiadi quasi aumentando il gap con Milano.
«Milano è sempre più la capitale economica. Non ha un’ amministrazione da Champions League ma Roma perde terreno, le Olimpiadi secondo me si dovevano fare con progetti e finanziamenti: meglio fare le olimpiadi a Roma che buttare soldi con il reddito di cittadinanza. I Giochi potevano essere volano per il rilancio economia».
La piazza di Salvini ha fischiato Papa Francesco, il leader leghista ha esagerato nei toni?
«Sono cattolico praticante, sposato da 30 anni con la stessa donna, mai in nessun comizio ho esposto crocifissi. Ho difeso le radici cristiane ma mai strumentalizzare la religione a fini politici. Dio vota per un partito? il Padre Eterno lasciamolo perdere».
 
 


Cosa fare per rilanciare il Mezzogiorno?
«Serve un grande piano per le infrastrutture, comprese quelle digitali, è inaccettabile che non ci sia l’alta velocità in Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Metto insieme anche il centro dove ci sono 4 regioni come Lazio, Umbria, Marche e Toscana che non possono essere lasciate fuori quando si parla di emergenza. Serve un piano del Centro-sud mettendo insieme tutti i fondi europei non utilizzati nelle nostre regioni: un pacchetto finanziario da 15 miliardi. Il Sud ha bisogno di lavoro non di elemosina. Inoltre dobbiamo combattere la criminalità organizzata mandando poliziotti e carabinieri a Caivano come a Termini e alla stazione di Milano. Io mia figlia, di notte, non la manderei né a Termini né alla stazione di Milano. Poi bisogna togliere le tasse sulle insegne perché altrimenti i commercianti non le mettono più: l’illuminazione rende sicura la città». 
Gli scontri nella maggioranza sono un teatrino o qualcosa di più?
«È cominciata con un teatrino ma poi, come quando due amici cominciano a prendersi a schiaffi per scherzo, uno dei due dà uno schiaffo un po’ più forte e si finisce in rissa. Il problema è che ora non si fa niente per gli italiani, visto che si fa un consiglio dei ministri e ogni volta si rinviano le decisioni». 
Pensa che ci sarà una crisi dopo le elezioni?
«È inevitabile. Quando due forze politiche hanno una visione diametralmente opposta di politica economica è ovvio che alla fine dovranno prendere delle decisioni. Difficile che duri a lungo questo governo, dopo elezioni inizieranno momenti di scontro».
M5S è di sinistra?
«È della sinistra populista, quando Di Maio si è affacciato al balcone di Palazzo Chigi con il pugno in alto mi ha ricordato Maduro, neanche Chavez. Aboliamo la povertà: è uno slogan che ricorda dittature sudamericane, è una frase storica diventata una barzelletta».
Nuovi pesanti casi di corruzione a Milano, Forza Italia come sta intervenendo?
«Tutti i dirigenti sono stati sospesi immediatamente dal partito. Io sono garantista e lo sono stato per la Lega, con il caso del sottosegretario Siri che ha lasciato l’incarico, con il Pd in Umbria e con il M5S per la Raggi a Roma. Io sono per vincere con la politica, poi la giustizia faccia il suo corso».
(ha collaborato Lorena Loiacono)
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Mercoledì 22 Maggio 2019, 07:06
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