Partiamo dal recente passato. È stato presidente nel Parlamento europeo, che

Partiamo dal recente passato. È stato presidente nel Parlamento europeo, che esperienza è stata?
«Un'esperienza entusiasmante e storica perché sono stato il primo italiano a diventare presidente del Parlamento europeo eletto. Ho dedicato la mia presidenza alle regioni colpite dal terremoto: ho promesso che sarebbero arrivati due miliardi di euro e due miliardi sono arrivati».
Promosso o bocciato?
«Promosso per l'impegno: i risultati non sono mancati. Ho avuto oltre 200 incontri con capi di Stato e di governo. Abbiamo firmato oltre 200 leggi, anche molto importanti come l'abolizione del roaming, l'aumento del finanziamento alla Tav fino al 50%, le norme sulla riduzione del CO2 e sull'uso della plastica monouso. Ma due vittorie mi stanno particolarmente a cuore: una contro i tecnocrati della Banca Centrale Europea, l'altra lo scontro con Juncker dove ho ribadito che è il Parlamento che controlla la Commissione e non viceversa. Sono soddisfatto anche di aver portato in Parlamento tutti i capi di Stato e di governo e personaggi come Bono e ultima Greta».
E Mr Facebook?
«Zuckerberg è venuto e si è scusato di fronte al parlamento degli errori commessi con Cambridge analytica».
Gli italiani però sembrano sempre più diffidenti verso l'Europa, perché?
«Perché spesso l'Europa non ha saputo comunicare e ha commesso due gravi errori: l'austerità e l'aver capito tardi il problema dell'immigrazione. L'Europa certo deve essere cambiata e la prima riforma è il ritorno alla politica con un ridimensionamento del potere burocratico. Ma per fare questo servono persone di calibro, serie, affidabili e credibili che si impegnino in Europa. Berlusconi ed io ci candidiamo per fare i parlamentari e non tutti lo fanno. Tanti lo fanno solo per fare campagna elettorale per il partito, sono candidature di facciata».
Che cosa può fare l'Europa per superare la diffidenza?
«Avvicinare le istituzioni ai cittadini e far capire che l'Europa deve difenderli se non lo fa lo Stato. Penso all'immigrazione: solo l'Europa può affrontare questa questione, che va risolta in Africa. E lo stesso discorso vale sulla politica commerciale: siamo invasi da prodotti cinesi. È stato un gravissimo errore da parte italiana trattare da soli sulla via della Seta, significa aprire i nostri porti e aiutare i prodotti contraffatti. Sarà concorrenza sleale e inaccettabile».
Dalla Lega vi divide solo lo sguardo all'Europa?
«Siamo diversi, noi di Forza Italia siamo di ispirazione cristiana, liberale e riformista, siamo parte della famiglia del partito popolare europeo. Alleati non significa uguali, abbiamo una visione diversa di Europa e della società ma anche punti in comune sulla politica fiscale».
Tra i vostri alleati si dice che in Europa fate asse con il Pd, è così?
«È falso, ricordo che a sconfiggere il candidato del Pd sono stato io, la Lega non votò per me e di fatto ha aiutato il partito democratico, in quel caso il vero asse con Renzi lo fece la Lega. Quello che alcuni dicono di voler fare oggi, io l'ho fatto il 17 gennaio del 2017».
Tajani lunedì mattina è contento se?
«Io non sono mai contento, voglio sempre un voto in più».
Meloni dice che FdI sarà la seconda forza del centro destra dopo le europee
«Le dichiarazioni della Meloni sono un tentativo disperato di raggiungere la soglia del 4%, l'altra volta non ci è riuscita ed è rimasta fuori. Si capisce che sia molto preoccupata. Ma non è che si raccolgono consensi candidandosi per poi non andare a fare il parlamentare europeo o candidando persone che hanno cambiato tanti partiti».
Niente sorpasso quindi di FdI su FI?
«Sorpasso? È una battuta? Una barzelletta? Mi pare molto difficile, è il periodo ipotetico della irrealtà. Non esiste una maggioranza Lega e Fratelli di Italia. Non hanno i numeri. Non si vince senza FI, sono battute da campagna elettorale di persone che non conoscono l'Europa».
Roma è in un momento difficile, tutta colpa della Raggi?
«Roma è abbandonata, questa amministrazione ha la grande responsabilità di non aver fatto nulla, ma sono state pessime anche le amministrazioni di sinistra e alcuni errori sono stati fatti anche da Alemanno. Il problema non è di chi è la colpa ma di risolvere i problemi di Roma. I cittadini romani non devono essere privilegiati rispetto agli altri cittadini ma la città, come tutte le capitali del mondo, deve avere uno status particolare. Roma si fa carico di essere la sede della presidenza della Repubblica, del Governo, del Parlamento, della Fao e del Vaticano, ci sono tutte le manifestazioni più importanti».
FI quindi pronta a votare il Salva Roma?
«Noi abbiamo già presentato emendamenti, per ristrutturare il debito della Capitale facendo assumere dallo Stato la responsabilità del bilancio. Abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per dare a Roma un assetto istituzionale diverso. Nel frattempo si può benissimo affidare a una semplice riunione a Palazzo Chigi tra Conte, la Raggi e Zingaretti il passaggio di poteri dalla Regione a Roma così come previsto dal governo Berlusconi».

Mercoledì 22 Maggio 2019, 05:01
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