LA BREXIT ALLA BORIS

Tom Abram
Il Regno Unito sognato da Boris Johnson guarda sempre di più agli Stati Uniti e si allontana dall'Europa. Tanto che, se i Conservatori dovessero vincere le elezioni il prossimo 12 dicembre, il governo promette che. dopo la Brexit da attuare il 31 gennaio 2020, i cittadini europei dovranno compilare anticipatamente un modulo elettronico simile all'Esta, richiesto per l'ingresso negli Usa, per entrare nel Regno Unito. Insomma, un vero e proprio visto.
TRE GIORNI PRIMA. Bisognerà quindi ricevere il via libera dalle autorità almeno tre giorni prima dell'ingresso nel paese di Sua Maestà. Non solo. La carta d'identità, finora documento sufficiente per varcare la frontiera britannica, non basterà più e sarà necessario il passaporto. Verrà attuata anche un'ulteriore stretta per i cittadini europei con precedenti penali, anche se la questione non è ancora chiara.
QUANTI ITALIANI. Una decisione rumoreggiata da tempo, ma che rappresenta un'ulteriore complicazione per gli italiani che vorranno trasferirsi o semplicemente visitare il Regno Unito. Per coloro che invece già vivono nel paese c'è tempo fino a fine 2020 per registrarsi al programma Settlement Scheme e ottenere la residenza provvisoria oppure quella permanente. Per ora gli italiani ufficialmente registrati sono circa 353.600. La proposta rientra nella linea euro-scettica e di stretta sull'immigrazione che BoJo vuole portare avanti se dovesse essere confermato primo ministro.
SI VOTA IL 12. Dato molto probabile, visto che i sondaggi danno il Partito Conservatore in testa con il 43% dei voti, ben dieci sopra ai laburisti e con una solida maggioranza di 365 parlamentari.
Dall'altra parte lo sfidante Jeremy Corbyn è rimasto molto vago sulla libertà di movimento dei cittadini europei nel paese, sostenendo che potrà essere limitata ma non si arriverà mai ad un'interruzione totale.
Resta da vedere se questa promessa elettorale verrà messa in pratica da un futuro secondo governo Johnson. In ogni caso, non partirebbe prima del 1 gennaio 2021, termine del periodo transitorio, durante il quale rimarrebbe in vigore lo status mentre si negozieranno le future relazioni tra Regno Unito e Ue, e che dovrebbe partire dal 31 gennaio 2020, giorno previsto per la Brexit effettiva se l'accordo di Johnson riuscisse ad essere approvato.
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Martedì 3 Dicembre 2019, 05:01
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