Alessandra Severini
Il giorno è arrivato. Cominciano oggi, alle 15, le votazioni

Alessandra Severini
Il giorno è arrivato. Cominciano oggi, alle 15, le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Salvo colpi di scena però le prime tre votazioni, quando serve la maggioranza qualificata, andranno a vuoto perché i partiti arrivano al primo scrutinio senza aver chiuso un'intesa nonostante il susseguirsi di incontri, riunioni, telefonate e mosse tattiche (un po' come Squid Game con cui anche noi abbiamo giocato in prima pagina come l'Espresso qualche tempo fa). Così oggi i 1009 grandi elettori voteranno scheda bianca o nomi di bandiera.
Solo da giovedì dunque si comincerà a fare sul serio, con i rapporti di forza che pendono leggermente a favore del centrodestra. Ma moltissimi sono i voti in bilico. Nel centrodestra, dopo il passo indietro di Berlusconi (che ieri è stato ricoverato al San Raffaele per controlli di routine), si lavora ad una rosa di nomi. «Donne e uomini di alto profilo sulla cui levatura difficilmente qualcuno potrà porre veti», fa sapere Matteo Salvini. Il centrosinistra potrebbe puntare su Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio. Il Pd ha fatto già sapere che è contrario a scelte di parte. «Faranno la stessa fine della candidatura di Berlusconi, è il metodo sbagliato. Martedì o mercoledì un nome condiviso da tutti» propone Enrico Letta che oggi incontrerà Salvini.
Per avere un presidente forte in un momento comunque difficile per il paese si tenterà fino all'ultimo di trovare un'intesa la più larga possibile. Un'ampia convergenza potrebbe trovare il nome di Pierferdinando Casini, anche se Salvini lo ha già parzialmente bocciato poiché «non è una proposta del centrodestra». Altro papabile è Gianni Letta, l'abile e diplomatico braccio destro del Cavaliere, o il sempreverde Giuliano Amato. C'è poi la suggestione del primo presidente donna: i nomi più quotati sono quelli del ministro Marta Cartabia, della presidente del Senato Casellati (che tra l'altro lascerebbe libero lo scranno più alto di palazzo Madama) o dell'attuale vice presidente della Lombardia Letizia Moratti.
Sempre aperta la possibilità di un salto di Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale. Una soluzione che però aprirebbe grande incertezza sul futuro del governo e potrebbe portare ad elezioni anticipate. Quella del premier rimane una candidatura forte, ma per lui la strada per il Colle si aprirebbe solo se le forze politiche riuscissero a trovare una intesa ampia, da comprendere anche un accordo sulla natura del futuro governo.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Gennaio 2022, 05:01
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